storie precarie

1816-7 NON_storie_precarie_cop_14-21il libro presenta i risultati di una ricerca, finanziata da internazionale e dalla cgil, sul precariato in italia – la particolarità della ricerca sta nella raccolta e nell’analisi delle storie raccontate dai precari stessi

dopo un primo capitolo dedicato all’analisi delle leggi e dei numeri sulla flessibilità del lavoro in italia, i precari e le loro storie diventano i protagonisti: una lunga serie di analisi testuali ci consente di scavare nelle loro storie e di riflettere su tutti gli effetti della precarietà del lavoro, a partire da quel furto di futuro lamentato da molti

diventa chiaro che il futuro che stiamo negando ai nostri figli è fatto di scelte di vita – figli, convivenze, progetti – non compatibili con la precarietà del mercato del lavoro italiano, andata troppo oltre l’introduzione della pur necessaria flessibilità

da leggere anche il capitolo delle proposte dei precari stessi per superare la precarietà e l’appendice che contiene alcune storie esemplari – un libro da leggere

avviso: sono in doppia situazione di conflitto di interessi! la mia compagna francesca è una degli autori e mia figlia laura ha disegnato l’immagine in copertina

“Raccontaci la tua storia di lavoro precario. Quali sono le preoccupazioni più gravi, quali sono state le delusioni o le soddisfazioni. Ci interessano anche le tue aspettative per il futuro e, se ne hai, le tue paure. Insomma vorremmo che ci raccontassi con parole tue cosa è la precarietà per te.”

“Per molte il desiderio di avere figli è allo stesso tempo la cosa più naturale e più “pericolosa” che si possa provare (‘Vorrei che il desiderio di avere un figlio non apparisse fuori luogo. Ma la maternità è un privilegio?’) … Non voglio trovarmi nelle condizioni di scegliere tra lavoro e costruzione di una famiglia …’ ‘Vorrei farmi una famiglia, ma se non ho il contratto e quindi non posso … da qui la decisione di rimandare … sperando che i miei ovuli facciano altrettanto'”

“Il precariato è uno stile di vita.perché se sai che oggi lavori, domani non so, devi basare le tue scelte, i tuoi bisogni, i tuoi desideri non in base a ciò che oggi hai, ma in base a quello che domani potresti aver bisogno di avere. Il precariato è logorante, logora la stima di te stessa, la fiducia in te stessa, la voglia di lottare, la voglia di costruire. Costruire in modalità precario vuol dire scavare in riva al mare: non sai mai quando arriverà l’onda che cancellerà tutta la strada che hai fatto.”

“Precarietà è ansia, è privazione della libertà di scelta, è mancanza e senso di vuoto.”

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