Bit Pop Revolution: gli hippie che inventarono il futuro

bitpoplibretto che racconta le commistioni tra il movimento hippy e le prime esperienze tecnologiche che portarono negli anni ’70 alla nascita del personal computer – vengono descritti i primi passi di molti personaggi, alcuni poi divenuti famosi come gates, jobs o woz e altri quasi completamente sconosciuti come engelbart, russellmarsh, felsenstein

l’unione delle esperienze libertarie della west coast, le sperimentazioni allucinogene di timothy leary e le riunioni del famoso homebrew computer club insieme attivarono le energie necessarie a portare prima sulle scrivanie di tutti i personal computer e oggi nelle tasche di tutti i loro successori – interessante scoprire l’origine, tecnica e culturale, delle invenzioni che ci hanno cambiato la vita

vengono quindi raccontati, attraverso interviste ai protagonisti, eventi fondamentali nella storia dell’informatica come la nascita di microsoft del giovane gates, la madre di tutte le demo di engelbart del 1968 e lo sviluppo dei primi computer atari e apple – molto interessanti le interviste, molto meno alcune schede informative sui componenti dei computer, alternativamente troppo banali o troppo tecniche per attirare il lettore

“Abbastanza sorprendentemente, la comunità scientifica della Bay Area si era lasciata sedurre senza troppe resistenze dalla nuova frontiera della coscienza di sé, e lo stesso Engelbart, come la maggior parte del suo staff, aveva avuto i suoi trip lisergici, soprattutto per il tramite del poco conosciuto, ma molto convincente, Al Hubbard. Lo stesso Steve Jobs, che sarebbe comparso sulla scena molti anni dopo, ha sottolineato più volte come le sue esperienze con l’LSD avessero determinato in modo irreversibile la sua visione del mondo. C’è molto più in comune tra il Macintosh e Jimi Hendrix di quanto non si sia disposti a credere, a quanto pare. “

“La preparazione di quella che verrà poi definita “la madre di tutte le demo” ha richiesto anni … Engelbart, sul palco, sovrastato da un enorme schermo, dialoga e lavora a distanza con lo Stanford Research Institute dove risiede il cervello dell’NLS: apre, crea e modifica documenti, oggetti composti di testo e immagini, li manipola con il mouse, li condivide con la postazione remota, crea hyperlink. Al termine della dimostrazione, la sala esplode in una standing ovation: “Diede dimostrazione di tutte quelle tecniche che sarebbero state adottate da quel momento in poi in Silicon Valley e che avremmo poi ritrovato in ogni computer o personal computer che sia stato disegnato da allora” “

“È curioso pensare, oggi, come quella che era la nicchia più sfigata di tutti i movimenti libertari, la nicchia che forse meno di tutti gli altri ha partecipato ai vantaggi della rivoluzione sessuale, la nicchia techno-geek graziosamente definita nerd, alla fine abbia impresso uno dei cambiamenti più significativi alla declinazione più recente della specie umana. Il computer power ha di fatto ampliato le capacità dell’essere umano, ne ha esploso le potenzialità e ne ha moltiplicato la percezione. Ma la cosa che più conta è che lo ha fatto, forse inconsciamente, secondo le coordinate ideologiche dell’Homebrew Computer Club. La parola d’ordine di questi primi techno-hippie era una sola: condivisione e, oggi, il tasto share è il principale snodo di qualsiasi applicativo di qualsiasi device.”

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