dance dance dance

danceancora una volta murakami dispiega le sue magie e ci porta in una storia vissuta in un non-tempo: il protagonista si lascia vivere senza mai scegliere – amici donne e lavoro – semplicemente le cose gli accadono e vengono da lui accettate con rassegnata leggerezza

anche in questo libro dietro la realtà quotidiana si muovono forze arcane e archetipiche che popolano universi paralleli, visibili solo al protagonista e a pochi altri, eletti o dannati – anche in questo libro la fiaba viene macchiata dalla morte violenta che irrompe inspiegata e infrange il tenue equilibrio del protagonista

anche qui la colonna sonora raccontata di musiche pop e rock degli anni ’60 e ’70 incornicia la storia, quasi dando il tempo al lettore e al protagonista per ballare ballare ballare al suo ritmo

“Capisci quello che ti sto dicendo? Devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perché. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c’entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che si saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Fini-ranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi.”

“— Forse perché a un certo punto capisci che le cose buone sono davvero poche, — dissi. — Sì, sono davvero pochissime. Ma questo vale per tutto. Per i film, per i concerti. Se senti un programma di rock alla radio, in un’ora ci sarà un pezzo decente. Il resto è un’enorme produzione di spazzatura.” (ancora la legge di sturgeon)

“Gli odori erano odori, le lacrime erano calde, le ragazze belle come creature di sogno, il rock ‘n’roll sembrava eterno. Il buio delle sale cinematografiche era confortevole e accogliente, e le sere d’estate erano lunghe e struggenti. Quei giorni inquieti li vivevo insieme ai miei alleati: la musica, il cinema e i libri.”

“— Che cosa devo fare? — Crescere. Non c’è altro. — Non voglio. — Non puoi fare altro, — dissi. — Dobbiamo crescere tutti, che lo vogliamo o no. Andare avanti, con i nostri problemi, invecchiare, e un giorno morire. Anche questo, che ci piaccia o no, è sempre stato così, e lo sarà sempre. Non sei l’unica ad avere dei problemi.”

 

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