l’amante del vulcano

SUSANnon sapevo che susan sontag, raffinata intellettuale americana, avesse scritto un romanzo ambientato a napoli nel ‘700 – di lei conoscevo “la malattia come metafora” e “sulla fotografia”, saggi contemporanei e di attualità

il libro inizia raccontando la vita di sir william hamilton, console inglese a napoli alla fine del secolo dei lumi, appassionato collezionista (di tutto) e appunto amante del vulcano – il vesuvio, oggetto dello studio e di molte escursioni del cavaliere,  fa da sfondo alla vicenda con i suoi brontolii e le sue periodiche disastrose eruzioni

entrano poi in scena la seconda moglie del cavaliere, emma hamilton, considerata la più bella donna del tempo, e infine il più famoso ammiraglio inglese di sempre, il trionfatore di trafalgar horatio nelson – lo scandaloso (per il tempo) amore tra la ex-popolana e l’eroe viene raccontato con gli occhi del vecchio marito, rassegnato e quasi complice

la storia usa come sfondo prima la oscena corte dei borboni di napoli e poi la tragica rivoluzione del ’99 con le incredibili violenze perpetrate dal popolino sobillato dal cardinale ruffo – ritroviamo qui i personaggi che avevamo incontrato ne “il resto di niente

proprio la eleonora pimentel fonseca partecipa alla chiusura del libro, dove quattro donne protagoniste commentano la storia e le loro vite con attente riflessioni sul ruolo delle donne e sulle differenze di genere – sparsi nel libro si trovano commenti contemporanei dell’autrice, che obbligano il lettore a “saltare fuori” dal testo

“Era più grande di Roma, era la città più ricca e la più popolosa della penisola italiana e, dopo Parigi, la seconda città del continente europeo, era la capitale delle catastrofi naturali e aveva il sovrano più indecoroso e plebeo, i gelati migliori, i più felici perdigiorno, la più insulsa indolenza, e, fra i giovani aristocratici, il maggior numero di futuri giacobini. La sua baia incomparabile ospitava pesci bizzarri, oltre alle consuete ricchezze. Aveva strade lastricate di blocchi di lava e, a pochi chilometri di distanza, i resti sinistramente intatti, da poco riscoperti, di due città morte.”

“… una rivoluzione immobilizzata perché tra i suoi capi, che riconoscono pienamente la necessità di riforme economiche, ci sono sia radicali che moderati, e né gli uni né gli altri riescono ad avere il sopravvento. Una rivoluzione che non ha tempo per risolvere tutto.
Una rivoluzione del genere non ha alcuna possibilità. Anzi è il modello classico, confezionato in quel decennio, e da allora molte volte riutilizzato, di una rivoluzione che non ha alcuna possibilità. E passerà alla storia come ingenua. Di buone intenzioni. Idealistica. Prematura. Il tipo di rivoluzione che dà, per alcuni, un buon nome alla rivoluzione; e a tutti gli altri conferma l’impossibilità di un potere privo della volontà di repressione.
Naturalmente il futuro darà ragione a quei patrioti. Il futuro farà di questi capi della Repubblica Vesuviana destinati al fallimento degli eroi, dei martiri, dei precursori. Ma il futuro è un altro paese.”

“Il Cavaliere si è ritirato nel suo studio e legge, cercando di non pensare a quello che gli succede intorno – una delle principali funzioni d’un libro.”

“Come sono calde le loro mani. Lo hanno preso tra le braccia. Sente il fruscio della stoffa. Quella a sinistra è sua moglie. Riesce a sentire il suo seno. E quello dall’altro lato è il suo amico. Lo tiene col braccio sinistro. Spera di non essere troppo pesante per loro. C’è un grande spazio cavo nel suo petto dove prima c’era il dolore.
È fuggito dalle segrete del pensiero. Si sente euforico. S’arrampica. È una salita faticosa. Ma non c’è più bisogno di scalare la montagna. S’è arrampicato. Come per levitazione. Ha guardato in su per tanto tempo, e ora può guardare in basso da questo punto elevato. È un grande panorama.
Questo è dunque morire, pensò il Cavaliere.”

“Ero abbastanza forte da capire cosa mi avrebbe dato la possibilità di proteggermi. Talvolta dovevo dimenticare di essere una donna per raggiungere il meglio di cui ero capace. Oppure mentivo a me stessa su come sia complicato essere donna. Così fan tutte, compresa l’autrice di questo libro.”

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