l’elefante scomparso

esraccolta di racconti di murakami haruki in cui troviamo in nuce tutti gli elementi che lo scrittore svilupperà nei suoi fortunati romanzi – questi racconti sembrano proprio una palestra dove personaggi e situazioni vengono sperimentati, testati, come per creare una galleria da cui poi attingere

in molti racconti il magico, l’irreale, l’assurdo  irrompono nelle vite di giovani giapponesi e ne sconvolgono tempi e significato – il lettore è portato ad attendersi ad ogni pagina qualche avvenimento “non-normale” che cambi per sempre la vita dei protagonisti e ci riveli il fragile equilibrio delle nostre vite

anche in questi racconti la musica, il sesso, i rapporti familiari e di coppia definiscono i contorni dei personaggi

“Naturalmente un elefante non lo si fa in una volta sola, lo stabilimento è diviso in tanti settori, ognuno caratterizzato da un colore diverso. Quel mese io ero assegnato al settore-orecchie – fabbricavo orecchie tutto il tempo – e lavoravo nell’officina con il soffitto e i pilastri gialli. Anche i caschi e le tute erano gialle. Il mese precedente ero nell’officina verde, portavo un casco verde, indossavo una tuta verde, e facevo teste.”

“Dopo aver parlato di queste belle cose, avremmo potuto pranzare insieme, andare a vedere un film di Woody Allen, fermarci al bar di qualche albergo a bere qualcosa. E con un po’ di fortuna, magari finire insieme in un letto.
Una tale possibilità bussava alla porta del mio cuore.”

“Parlando, me ne era passata la voglia, non mi importava più.
Dopo la vicenda della scomparsa dell’elefante, mi succede spesso. Mi viene il desiderio di fare qualcosa, ma non riesco a capire che differenza ci sarebbe tra l’agire e il non agire, quali risultati ne deriverebbero nell’uno e nell’altro caso. A volte sento che le cose intorno a me perdono il loro giusto equilibrio, ma può darsi che si tratti di una mia impressione. Può darsi che sia dentro di me che da allora qualcosa ha perso il suo equilibrio, e che sia questa la ragione per cui la realtà esterna mi appare distorta.
Forse tutto dipende da me.”

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