funghi e nonno

IMG_20140813_202258quest’anno, grazie al tempo piovoso che ha colpito l’italia del nord, in montagna si sono trovati tanti funghi – e dico tanti da non poterne più mangiare (nella foto il raccolto di un paio di ore nel bosco dietro casa)

grazie a questo fatto sono andato più volte a funghi, a volte da solo, altre in compagnia – e nelle ore passate da solo nel bosco mi tornava in mente la voce del nonno che mi spiegava dove si trovavano i porcini

mio nonno piero era un “ragazzo del ’99” andato in guerra a 17 anni, poi laureato in ingegneria, alpinista, sei figli, fondatore di una piccola azienda e ritirato in vecchiaia per dedicarsi alle sue montagne e alla pittura – in quanto primo nipote maschio, intorno ai 12-14 anni avevo l’onore (ora so) e l’onere (pensavo allora) di accompagnare il nonno nelle lunghe spedizioni a funghi in valle d’aosta

nonno mi insegnava sì i trucchi e i segnali (“alza le gonne agli abeti!”, cerca le “spie” (amanita muscaria), i formicai etc.), poi improvvisamente mi diceva “ora tu vai di là, io vado di qua e ci vediamo più avanti” e ogni volta trovava funghi clamorosi

quest’anno sono stato tanto con te, nonno, e ho sentito la tua voce affaticata dall’asma che mi raccontava inediti sprazzi di storia familiare che vorrei tanto ascoltare adesso

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