myanmar & vietnam 2014 – 10 (fine)

imagealcune novità dalla conferenza iaos (international association for official statistics) 2014:
– big data: in tutte le salse, in tutte le sessioni si è parlato dell’uso dei big data nella statistica ufficiale: molte riflessioni interessanti, qualche banalità e qualche domanda ingenua, comunque i big data restano al centro della discussione di questi anni nella statistica ufficiale
– open data: anche il giappone si lancia negli open data, che diventano parte della politica ufficiale di dissemination per l’istituto giapponese
– ho assistito a una presentazione sull’uso di gsbpm per standardizzare le statistiche in vietnam !! per il gruppo di persone che da dieci anni ci lavora è una vittoria culturale notevole
– il mondo affronta tutto gli stessi problemi e non mancano sorprese: che l’australia abbia oggi un tasso di risposta sul web dalle famiglie (23%) inferiore a quella (33%) raggiunta dall’italia nel censimento del 2011 ribalta molti luoghi comuni sulle classifiche sulla digitalizzazione delle nazioni

dalla sessione finale della conferenza andiamo direttamente all’aeroporto di da nang, dove prendiamo con colleghi neozelandesi, ungheresi e italiani (di agenzie onu) l’aereo per ho chi minh city – nel grande hub della vecchia saigon passiamo dal terminal nazionale, che ricorda una moderna stazione di autobus asiatica, al luccicante terminal internazionale dove le nostre strade si separano
nel lungo viaggio aereo verso abu dhabi capito vicino a una esile vietnamita che mi spiega in uno stentatissimo inglese che sta andando in svizzera dalla sorella per studiare francese – ha 27 anni, ne dimostra 17 ed è al suo primo volo aereo
durante il volo si mette a piangere, spaventata da un mondo che non conosce – provo a consolarla e a distrarla spiegandole come prendere la coincidenza ad abu dhabi, ma capisco che un aeroporto internazionale esteso come quello, pieno di convenzioni linguistiche a lei ignote, la spaventa
allora le dico che la accompagno al suo volo e smette di piangere – all’atterraggio le faccio vedere la manovra dalla “camera” del suo schermo e poi, una volta scesi, camminiamo insieme nel labirinto dell’aeroporto fino al suo gate
mi ringrazia e mi commuovo e penso al futuro suo e di questi milioni di nuovi migranti che in pochi giorni saltano da villaggi senza tempo al nuovo mondo globalizzato, complesso e cangiante – questo è il futuro in cui vivranno i nostri figli

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