vola!

rondoneehi tu! ti ricordi? più di venti anni fa trovammo per terra un cucciolo di rondone: lo portammo a casa e lo curammo, poi telefonammo alla lipu e ci spiegarono che i piccoli rondoni quando è il momento si lanciano, con l’aiuto dei genitori, giù dal nido e hanno solo una chance per imparare a volare – quelli che non ce la fanno restano a terra, perché quegli uccelli, così belli e veloci in volo, a terra non sono in grado di muoversi

dopo qualche giorno, quando ci sembrò che il “nostro” rondone si fosse ripreso dallo shock, lo portammo in piazza a mpc, là dove lo strapiombo si affaccia su colonna e i monti simbruini – tanta era la paura, voi ci chiedevate “e se non ce la fa un’altra volta?” “e se muore?” “se si fa male e resta a terra?” … le vostre domande ci scavavano dentro

sapevamo cosa era giusto fare, eravamo decisi a farlo, ma non potevamo lasciare fuori il dubbio – così mi sento oggi, quando “so” che devo lasciarti volare e mille paure mi si affacciano di notterondone-1

il “nostro” rondone, appoggiato sul bordo dello strapiombo, esitò un attimo: nel cielo i suoi simili sfrecciavano e gridavano, quasi a chiamarlo – fece un passetto e si lanciò

cadde dritto sfiorando il muro, poi aprì le ali, prese il vento e volò via – ancora oggi ricordo il senso di esultanza che ci prese, è uno dei ricordi più forti e belli della vostra infanzia

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