il comandante di auschwitz

Auschwitz_I_entrance_snowstorie parallele di rudolf (hoss) e hanns (alexander) : il primo è il comandante di auschwitz, il primo e più famoso lager nazista, il secondo è un ebreo tedesco fuggito in inghilterra che gli dà la caccia alla fine della guerra

i due protagonisti vengono seguiti nelle loro vite parallele, nelle loro giovinezza e nel loro diventare adulti, fino al loro ingresso da protagonisti nella seconda guerra e fino al loro incontro finale – il libro, scritto da un nipote di hanns, si concentra sugli aspetti umani dei due, raccontandone le vite private negli aspetti meno noti

impressionante il racconto della pianificazione direi ingegneristica delle modalità di uccisione degli ebrei, considerato un semplice problema di ottimizzazione – un resoconto forte di come migliaia di uomini crearono, “obbedendo agli ordini dei superiori”, il più efficiente metodo di assassinio mai concepito

“Il campo di Auschwitz all’inizio venne progettato come una struttura dove tenere in quarantena i prigionieri polacchi malati di tifo. Tuttavia, adesso Berlino lo voleva usare per ospitare i detenuti politici locali, arrestati dal Governo generale della Polonia, la struttura burocratica che i tedeschi avevano creato per governare il Paese.”

“Seduto dietro la sua scrivania, Himmler andò subito al sodo. «Il Führer ha ordinato che sia dato inizio alla Soluzione finale del problema ebraico, e noi – le SS – dobbiamo eseguire quest’ordine. Gli ebrei sono gli eterni nemici del popolo tedesco, e devono essere spazzati via dalla faccia della Terra. Tutti gli ebrei su cui possiamo mettere le mani durante questa guerra devono essere sterminati, senza eccezioni. Se non riusciremo a distruggere le fondamenta biologiche del popolo ebraico adesso, allora un giorno saranno gli ebrei a distruggere il popolo tedesco». Himmler continuò con le istruzioni: dato che era situato su un’importante linea ferroviaria, ma era comunque isolato e quindi nascosto a occhi indiscreti, aveva scelto Auschwitz per portare a termine questo importante compito. “

“Rudolf aveva ormai “risolto” il problema presentatogli da Himmler: trovare una tecnica per uccidere centinaia di migliaia, forse milioni, di persone. Come avrebbe scritto più tardi: «Mi ero tranquillizzato». “

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