Je suis Charlie

Peins un Mahomet glorieux, tu meurs.
Dessine un Mahomet rigolo, tu meurs.
Gribouille un Mahomet ignoble, tu meurs.
Réalise un film de merde sur Mahomet, tu meurs.
Tu résistes à la terreur religieuse, tu meurs.
Tu lèches le cul aux intégristes, tu meurs.
Pends un obscurantiste pour un abruti, tu meurs.
Essaie de débattre avec un obscurantiste, tu meurs.
Il n’y a rien à négocier avec les fascistes.
La liberté de nous marrer sans aucune retenue, la loi nous la donnait déjà, la violence systématique des extrémistes nous la donne aussi.
Merci, bande de cons.

Stéphane “Charb” Charbonnier, direttore di Charlie Hebdo, 15 ottobre 2012.

charlie

Dipingi un Maometto glorioso, e muori.
Disegna un Maometto divertente, e muori.
Scarabocchia un Maometto ignobile, e muori.
Fai un film di merda su Maometto, e muori.
Resisti al terrorismo religioso, e muori.
Lecca il culo agli integralisti, e muori.
Prendi un oscurantista per un demente, e muori.
Cerca di discutere con un oscurantista, e muori.
Non c’è nulla da negoziare con i fascisti.
La libertà di ridere senza alcun ritegno, la legge ce la dà già, la violenza sistematica degli estremisti ce la dà ancora una volta.
Grazie, banda di coglioni.

2 thoughts on “Je suis Charlie

  1. Sono giorni bui. Non so se qualcuno ha letto “I topi” di Dino Buzzati: erano nei “Sessanta racconti” del 1958 (non sono sicura dell’anno). I topi vanno riletti (oggi) come i figli dell’ignoranza montante che genera solo violenza: qualsiasi giustificazione ideologica o religiosa di certi atti non sta in piedi. Accettare e tollerare, giustificare in nome di un politically correct che è evidentemente a senso unico non si può. Oriente ed Occidente del mondo devono iniziare a domandarsi dove hanno sbagliato e ripartire. Occorre ripensare alle basi culturali della società. Di una società? No, delle molte società, forse è più giusto – visto che esistono ancora paesi in cui una donna non può uscire da sola da casa, non può guidare una macchina: di quale globalizzazione parliamo? In TUTTE le società (nostra occidentale compresa) percepisco la crescente diminuzione di un vero rispetto della persona umana: in qualcuna più che in altre, ma proprio perchè sento una grande debolezza nei fondamenti culturali di tutte le società, le percepisco, in questo momento, tutte a rischio. Il rischio è che ovunque finisca per prevalere solo la legge del più barbaro – di solito, quello che ha meno problemi ad uccidere chi non la pensa come lui, ed a trovarsi giustificazioni ideologiche (molto elementari) della turpitudine delle sue azioni. I prossimi anni saranno cruciali.

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