sexy robot, solitudine e multitasking

robotpiù di due anni fa vi avevo promesso ulteriori citazioni dal libro “insieme ma soli”, che avevo recensito qui – recupero in ritardo e commento alcune citazioni che avevo sottolineato

“Mentre alcuni esperti di robotica sognano di riprodurre artificialmente l’amore, altri si accontentano del sesso. A febbraio 2010 ho cercato in Google l’espressione sex robots trovando 331.000 risultati, il primo dei quali collegato a un articolo intitolato Inventor Unveils $7,000 Talking Sex Robot (“Inventore svela robot sessuale parlante da 7000 dollari”). Roxxxy, ho saputo, «potrebbe essere il più sofisticato robot sessuale parlante al mondo». Le truppe d’assalto del momento robotico, vestite in lingerie, si starebbero avvicinando più di quanto molti di noi abbiano mai immaginato; e, grazie all’effetto ELIZA, non perché siano pronti i robot, ma perché lo siamo noi.” (la stessa ricerca “sex robots” su google dà oggi più di 14 milioni di risultati … ci stiamo avvicinando?)

“Per dirla con le parole di Yolanda, se il vostro animale è un robot può restare sempre un bel cucciolo. Per estensione, se il vostro amante fosse un robot, sareste sempre al centro del suo universo. Un robot sarebbe non solo meglio di niente, o meglio di qualcosa, ma meglio di tutto.” (nel libro si racconta molto dei rapporti tra bambini (e anziani) e i loro robot e di quanto a volte i robot siano vissuti come possibili sostituti migliori delle persone reali)

“Quando parliamo ai robot condividiamo pensieri con macchine che non possono offrire una simile resistenza. Le nostre storie restano letteralmente inascoltate. Se c’è un significato è perché la persona in presenza del robot si è ascoltata parlare ad alta voce.” (ecco la psicoanalista che viene fuori!)

“Oggi vogliamo avere delle soddisfazioni non solo nella vita reale, ma nel nostro miscuglio esistenziale. Siamo passati dal multi-tasking al multi-lifing. La nozione di miscuglio esistenziale sarebbe impossibile senza la comunicazione mobile. Fino a poco tempo fa bisognava sedersi davanti a un computer per entrare nello spazio virtuale; questo significava che il passaggio attraverso lo specchio era deliberato e subordinato al tempo che potevamo passare davanti al computer. Oggi è il dispositivo mobile a fornire lo specchio, e si entra nel virtuale con fluidità e mentre si è in movimento.” (Alice e i nostri cellulari …)

“L’essere umano è bravo a creare dei riti per segnare i confini tra il mondo del lavoro e quello della famiglia, del gioco e del relax. Ci sono giorni speciali (la domenica), pasti speciali (la cena in famiglia), vestiti speciali (una volta a casa ci si disfa della divisa da lavoro, che sia il completo grigio o la tuta blu) e luoghi speciali (la sala da pranzo, il salotto, la cucina e la camera da letto). Oggi le demarcazioni sfumano via via che la tecnologia ci accompagna dappertutto, sempre. Siamo troppo veloci a decantare la presenza continua di una tecnologia che non ha rispetto dei tradizionali e utili confini tracciati sulla sabbia.” (e ci troviamo sempre connessi, senza più momenti speciali e senza più confini)

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