caduto fuori dal tempo

Caduto-fuori-dal-tempo-di-David-Grossmanun libro su quello che non dovrebbe mai accadere: la morte di un figlio – grossman fa recitare a diversi personaggi tutte le declinazioni di un dolore impossibile da sostenere

ogni protagonista piange la sua “morte impossibile”, un evento che segna la vita – tutti si incamminano dietro a un uomo e in gruppo cercano il senso introvabile della morte dei giovani

intriso di tristezza, anche le parole si asciugano nel dolore e il racconto si trasforma in poesia – grossman dice:

“la poesia
è la lingua
del mio dolore.”

nella sua infinita tristezza il libro lascia nonostante tutto un senso di speranza, che esista un senso a tutto ciò e che si possa continuare a vivere anche dopo, trovando un modo di “vivere” con loro

“Com’è bella…
è così bella…
è bella
la cucina
in questo momento
mentre tu versi il brodo,
è caldo qui e accogliente e il vapore
appanna il vetro della finestra
freddo…
SCRIBA DELLE CRONACHE CITTADINE: Forse, a causa dei lunghi anni di silenzio, la voce roca dell’uomo si affievolisce in un sussurro. Non distoglie gli occhi dalla donna. La guarda talmente fisso che le mani di lei tremano.
UOMO:
E più belle di tutto sono le tue braccia,
tonde, morbide.
La vita è qui,
cara,
per un istante l’ho dimenticato:
la vita è nel luogo
dove tu
versi il brodo
sotto il cono di luce.
Hai fatto bene a ricordarlo:
noi siamo qui”

  “È solo che il cuore
mi si spezza,
tesoro mio,
al pensiero
che io…
che abbia potuto…
trovare
per tutto questo
parole.”

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