funny girl

funny girlultimo libro di nick hornby, narra la storia di una ragazza inglese negli anni ’60 – la ragazza è molto bella ed appariscente, ma, invece di avere successo per il suo corpo, vuole recitare e vuole recitare come attrice comica

si scontra così sia con il maschilismo del tempo (del tempo?) che la vorrebbe “bbona” e basta, sia con gli intellettuali con la puzza sotto il naso che non pensano che una giovane donna, per di più bella, possa fare cultura – il libro racconta la vita di barbara-sophie, dalla fuga a londra per allontanarsi da un destino triste fino al successo

un’altra storia nel libro riguarda la condizione di uno sceneggiatore gay, prima imprigionato nei rigidi costumi dell’epoca e poi quasi spiazzato dalla fine della esclusione sociale degli omosessuali e dal rapido affermarsi di nuovi costumi anche nelle comunità gay

nella sua storia viene ben descritto il clima della swinging london di quegli anni, in bilico tra il tradizionalismo britannico e le varie rivoluzioni (musicali, del gusto e sessuali) che stavano esplodendo – il libro è anche l’occasione per una divertita e profonda riflessione sulla vecchiaia e sugli anni che passano, con il solito stile scanzonato e simpatico dell’autore

“Bill stava molto attento. Cercava di conoscere sempre i risultati delle partite e di vestirsi male, e certe volte faceva cauti riferimenti alle ragazze. D’altra parte, come molti uomini nella sua stessa posizione, aveva paura. Bastava un errore per finire in prigione.”

“«È strano, il sesso» disse lei. «È una cosa piccola, piccola come un bicchiere d’acqua. O come un pezzo che si stacca da un’auto e che ti costa appena un paio di sterline, se vuoi sostituirlo. È una cosa piccola, ma senza quella non funziona niente.»”

“Come mai lui non conosceva giovani donne di colore? Come mai non conosceva persone che si fasciavano vistosamente la testa in un foulard? Non gli dispiaceva che Bill avesse successo, pensò. Anzi, gli piaceva. Era una gran bella cosa. E non aveva paura di perdere occasioni nella vita. Una sola cosa Tony voleva veramente: entrare in una stanza e sentirsi a suo agio.”

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