nel paese delle donne

belliin una piccola nazione dell’america centrale un’eruzione vulcanica abbassa il testosterone di tutti gli uomini – un gruppo di giovani femministe ai presenta alle elezioni con il “partito della sinistra erotica”, vince le elezioni e prende il potere esautorando tutti gli uomini ed espellendoli dagli impieghi pubblici

l’utopia narrata nel libro ha aspetti divertenti, ma sembra decisamente datata: la situazione raccontata, con donne timorose di parlare in ufficio in presenza di colleghi uomini, era forse vera 50 anni fa nel centro america – oggi sembra un racconto di una nonna che fa tenerezza

ben scritto,  il libro descrive efficacemente i diversi tipi psicologici delle amiche che con il “p.i.e.” prendono il potere

“vedere le strade pulite e abitare in un quartiere senza spazzatura ti cambia la mentalità, ti fa venir voglia di darti da fare, di vivere meglio, di curare i marciapiedi, i canali di scolo, i giardini”

“Amava le sue curve e si chinava davanti a loro come fossero il prodotto di un’architettura che precedeva tutte le architetture. Gliele descriveva con dovizia di particolari perché adorava ogni dettaglio del suo sesso, le curve delle natiche, ogni piega delle orecchie.”

“Perché tanti giorni, si domandava, se alla fine inevitabilmente si finisce in polvere, nulla, un nome sotto terra? Paradossalmente fu proprio questo pensiero a farle superare il lutto: la semplice consapevolezza di essere viva e che l’unico scopo della vita è la vita stessa.”

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