segreta penelope

alicia_gimenez-bartlett_segreta_penelopeun altro libro di alicia bartlett che non fa parte del suo famoso ciclo di polizieschi incentrati sull’ispettrice petra delicado, una sorta di carvalho al femminile

questo libro è incentrato sulla storia di un gruppo di amiche e in particolare su una di loro che si suicida dopo una vita complicata nella quale non ha mai trovato il “suo” posto – donna sensuale e libera, dopo una giovinezza piena di storie di sesso, si smarrisce e viene convinta che l’unica strada possibile è quella della normalità

così si sposa, con uno che non ama, e fa una figlia, con la quale prova a recitare la parte che le è stata imposta – anche le amiche crescono e poi invecchiano seguendo le loro strade, senza capire il dramma di sara, che alla fine esce di scena nell’unico modo che le è rimasto

lunga riflessione a ritroso sull’amicizia, specie femminile, sui ruoli imposti, sulla psicanalisi e il suo ruolo normalizzatore e in genere sul senso della vita

” E non sapeva giocare al gioco che le imponevano, non dava prova di abilità da scimmia evoluta scrivendo libri, dipingendo quadri o giocando a scacchi. Le piaceva vivere, le piaceva il piacere, vedeva la vita con i propri occhi e si era lasciata intrappolare in un matrimonio assurdo solo perché qualcuno le aveva additato il precipizio della colpa e lei ne aveva avuto paura.”

“E’ pieno di manie. Lo siamo tutti, ormai, come quei vecchi televisori che cominciano a non funzionare e hanno bisogno di qualche manovra poco ortodossa per sintonizzarsi: un paio di colpetti energici, una torsione del cavo, un sostegno all’antenna”

“A questo si riduceva tutto il desiderabile, tutto ciò a cui l’uomo può aspirare per godere di buona salute mentale. Di conseguenza, la dotazione necessaria per essere ragionevolmente felici prevede stabilità, sicurezza, agio borghese, il tutto simboleggiato alla perfezione dalla barba ben curata di Freud.”

“Sarebbe meraviglioso se si avverassero i nostri sogni, senza che per questo dovessimo sporcarci le mani. Come nelle favole. Ma sarebbe ancora meglio se non avessimo né sogni né progetti, se sapessimo vivere nel presente bevendo fino all’ultima goccia l’esistenza con un’intensità animale.”

 

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One thought on “segreta penelope

  1. Mah. Io credo che sogni e progetti servano a vivere, non a morire. Quanto all’intensità animale, non la escludo neppure per le persone che sanno sognare ed avere progetti.
    Ma farne “tutta” la propria vita mi pare limitante; lo so, è paradossale.
    Leggerò il libro per chiarirmi le dinamiche della protagonista: da quello che scrivi, mi sembra che il suo problema sia quello di essere, nei valori del suo super-io, una borghese – sennò perchè adottare quello stile di vita? Qualcosa glielo imponeva come quello “giusto”, no?
    Il troppo contrasto tra super-io ed istintualità libertina fanno sì che alla fine la borghesotta punisca la libertina – non è il contrario! – uccidendola (con il suicidio).
    La psicanalisi sarà pure “normalizzatrice”, ma aiuta molte persone: non trattiamola male

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