whitehall 2: una ricerca per pensare

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mi sono imbattuto recentemente in uno studio interessantissimo: 10.000 impiegati pubblici inglesi sono oggetto di uno studio che dura da trenta anni e che sta verificando la loro mortalità per varie cause – la mortalità è molto superiore per gli impiegati di livello inferiore per tutte le patologie considerate

sembra dunque che lo stress, normalmente associato a posizioni di responsabilità, operi anche sulle posizioni inferiori, determinando un degrado di parametri fisiologici che porta ad ammalarsi e a morire prima – “Quello che uccide anzitempo non è tanto e solo l’intensità del lavoro, ma la mancanza di controllo sul proprio lavoro, che poi si traduce in uno scarso controllo sulla propria vita”

anche l’ambiente di lavoro, la solidarietà e il supporto fra colleghi è stato analizzato dallo studio, che ha trovato una chiara relazione fra mancanza di supporto e scarse informazioni (in particolare da parte del capo ufficio verso i suoi sottoposti) e frequenza di sintomi depressivi, ipertensione e rischio aumentato di angina, anticamera dell’infarto

lo studio (trovate qui un articolo in italiano e qui il sito, pieno di pubblicazioni, dove si possono anche richiedere i dati) ha consentito di analizzare gli stili di vita e le disuguaglianze, studiando i “determinanti sociali di salute”, generando a sua volta centinaia di articoli collegati

riporto una serie di consigli per la politica e le aziende: quanto buon senso in queste proposte, ma quanto appaiono “rivoluzionarie”!

Cosa dovrebbero fare la politica e le aziende secondo Whitehall II

  • aumentare il coinvolgimento di tutti gli impiegati nelle decisioni aziendali
  • riorganizzare la vita in ufficio per aumentare l’autonomia e il senso di controllo degli impiegati
  • piuttosto che diminuire l’impegno lavorativo, aumentare le ricompense e i salari
  • aumentare il supporto sociale fra colleghi nei luoghi di lavoro
  • rendere il lavoro più stabile e sicuro, essere trasparenti, ridurre i tempi di incertezza sul destino dei lavoratori
  • contrastare la disoccupazione, prevedere ammortizzatori sociali
  • nei luoghi di lavoro disincentivare il fumo e il consumo di alcol, prevedere una dieta sana nelle mense, incentivare programmi di esercizio fisico (come l’uso della bicicletta)
  • prevedere corsi di formazione per il personale per aumentare le sue competenze
  • coinvolgere il personale in iniziative di volontariato a favore dell’area dove è situata l’azienda
  • incoraggiare il lavoro a casa; i permessi di maternità e paternità; orari flessibili che aumentino il tempo speso in famiglia
  • consentire ai dipendenti di decidere quando andare in pensione
  • facilitare lo sviluppo di interessi nel personale prima della pensione, in modo che sia più semplice l’adattamento al nuovo stato

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