60

1_festacarlo_161Ogni scadenza è una scusa per fare bilanci, anche se i bilanci non mi stanno simpatici: con le loro aride colonne positive e negative, è difficile che riescano a rappresentare quello che si sente. Comunque, dato che il tempo che ho vissuto è certamente più del tempo che mi resta (anche se non ho intenzione di andarmene presto) userò il comodo trucco della chiacchierata con San Pietro o con Cerbero, con il guardiano che ci accoglie secondo le varie superstizioni alle porte del Paradiso o dell’Inferno

Quando mi sono guardato indietro, una notte, immaginando la domanda di zi’ Pietro “Cosa hai fatto nella vita? Come sei arrivato fin qui?”, ho avuto un momento di stupore: mi sono reso conto di essere ricco!Non pensavo di esserlo – so bene di aver fatto nella mia vita tante scelte che mi hanno allontanato dalla ricchezza in euro – e invece sono ricco, ricchissimo!
Sono ricco di tempo esperienze ricordi amici viaggi donne figli incontri … in questi anni ho viaggiato mille strade, stretto mille mani, guardato in mille occhi, assaggiato mille sapori

Rimettendo in fila le foto (come sappiamo è sempre un esercizio pericoloso) mi sono stupito della ricchezza di esperienze che mi porto, che ci portiamo appresso. Che peccato che nel quotidiano non usiamo tutto quello che siamo stati, quello che sappiamo: è uno spreco, molti giorni andiamo avanti per inerzia, con il pilota automatico e le cose automatiche sono stupide, scontate

Non voglio ancora una volta mettermi a fare l’elenco delle cose che ho fatto in questi tanti anni (lo faccio ogni 10 anni!), mi affascina il fatto che ognuno di voi ne conosce un pezzo, nessuno tutte

E a proposito di bilanci, quando mi guardo indietro a volte mi sfiora la disperazione dell’androide: “e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia“, impressiona lo spreco di esperienza che sta dietro ogni morte. E allora, per raggiungere quello che Faber chiama “consegnare alla morte una goccia di splendore“, uso un’altra citazione “di te resterà soltanto il riso e il pianto che tu hai regalato”, fatta storpiando una bella canzone del Banco

Eh sì, al di là dei nostri geni, che io ho consegnato al futuro dentro i miei adorati figli, di me resta solo quello che ho regalato ai miei vicini di strada, casuali o scelti, in tutti e in ognuno dei 20 mila e passa giorni che ho vissuto. E’ un impegno che definirei “etico” (odio le “morali”) e che vorrei ricordarmi in tutti e in ognuno delle migliaia di giorni che mi restano

Ok, basta pipponi, ora festa! “Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsanda tellus”

(letta alla festa dei 60 a L’Ambretta)

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