lamento di portnoy

indexun lungo soliloquio, quasi una lunghissima seduta psicanalitica dove il protagonista, giovane ebreo americano, mette a nudo i suoi pensieri parlando soprattutto di sesso, della mamma e di ebraismo – sembra un woody allen sboccacciato che racconta la sua vita

divertente la scrittura, un parlato con continue divagazioni pieno di termini yiddish, auto-descritto il protagonista e ben tratteggiati i personaggi femminili, obbligati in ruoli secondari e talvolta umilianti

interessante e piacevole, secondo me non è il miglior libro di roth, anche se, per spiegarne il successo bisogna tener conto della carica di innovazione che il libro aveva quando è stato pubblicato per la prima volta nel 1969

“Tutti quei ricordi che in qualche modo mi sembrano intrecciati al tempo atmosferico e all’ora del giorno, e che mi balenano nel cervello all’improvviso con tale vivezza che in quel momento io non sono più nella metropolitana, o nel mio ufficio, o a cena con una ragazza carina, ma mi ritrovo ancora una volta nella mia fanciullezza, con loro.”

“O America! America! per i miei nonni può avere anche significato l’oro per le strade, può anche aver significato una gallina in ogni pentola per mio padre e mia madre, ma per me, un bambino i cui primi ricordi del cinema risalgono ad Ann Rutherford e ad Alice Faye, l’America è una shikse che ti si accoccola nel cavo del braccio bisbigliando amore amore amore amore amore!”

“Non che fossi andato cercando eccentricità di emozioni, affatto. La dose d’improbabile che avevo ingurgitato con la mia compagna in Grecia e a Roma bastava e avanzava.”

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One thought on “lamento di portnoy

  1. Io ho appena terminato di leggere “La mia vita di uomo”, che mi è piaciuto molto. Pure lì, un riferimento ad una “vivace” convivenza a Roma – a questo punto, c’è stata sul serio e toccherebbe capire “a Roma dove”. Fatto questo, organizzare delle passeggiate nei luoghi di Roth, perché no. E comunque consultare uno psicologo, per capire come mai quest’uomo abbia tanti problemi con le donne. Meno male che li racconta in un modo fantastico e divertente.

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