viaggi nel tempo

IsoCronesono sempre stato affascinato dalle mappe: quando incontro un planisfero resto spesso bloccato a guardare e con gli occhi viaggio per tutti i paesi del mondo – in questo sito ho trovato questa fantastica immagine: rappresenta le distanze isocrone (o isocroniche) da londra nel 1914

cento anni fa in cinque giorni o meno si raggiungevano quasi tutti i paesi europei, in dieci giorni si arrivava sulla east-coast e in medio oriente, con venti giorni si raggiungevano west-coast, india, corea, mentre servivano più di quaranta giorni per arrivare nei paesi del centro america, in tibet, al centro dell’africa …

per fare i viaggi che ho fatto nel 2015 (solo fuori europa: usa, etiopia, kenia, filippine, sri lanka, ecuador), avrei dovuto viaggiare per circa 300 giorni – penso che questo sia uno dei più grandi cambiamenti dell’ultimo secolo: viaggiare è diventato facile e veloce, i tempi di viaggio si sono ridotti di circa cinquanta volte

il 90% della popolazione mondiale solo cento anni fa nasceva e moriva nel raggio di pochi chilometri, il viaggio era un’esperienza di pochissimi privilegiati – oggi più di un miliardo di persone ogni anno fa qualche viaggio internazionale e le nuove generazioni crescono “cittadini del mondo”

 ci rendiamo conto di quanto pesa questo cambiamento? molti dei problemi di questi tempi sono probabilmente dovuti alla difficoltà dei nostri cervelli e delle nostre società di adattarsi a un cambiamento così grande e così veloce

2 thoughts on “viaggi nel tempo

  1. Tutto giusto, ma vanno considerati elementi più complessi. La vera differenza è che oggi possono viaggiare QUASI tutti e gli spostamenti sono sicuramente più veloci ed agevoli. Nel Medioevo, epoca in cui si spostava (fatto noto agli storici e meno agli altri) un sacco di gente, escludendo i pellegrini si trattava per lo più della classe intellettuale – che si spostava moltissimo, con tutte le difficoltà che ciò comportava. Ora (devo diventare politicamente scorretta di necessità) si spostano pure gli ignorantoni. Ipotizziamo Ivano e Jessica (idealtipi creati dal filosofo-sociologo Carlo Verdone) che vanno “a Sharm”. Sanno REALMENTE dove sta il posto? Conoscono il capoluogo di una regione italiana che non sia la loro? Hanno una pur vaga idea di dove sia un posto che non sia di vacanza? E, soprattutto: “Sharm” continuerà ad essere “Sharm” se la situazione geo-politica proseguirà di questo passo, o sparirà dal loro orizzonte – non geografico, ma mentale? Ecco: ora la possibilità di fare viaggi veloci continua ad essere una possibilità di allargare gli orizzonti solo per chi è predisposto (da un’attitudine, da un’educazione). Per tutti gli altri i luoghi restano, di fatto, non-luoghi: connessi ad esperienze, a sensazioni – per lo più uguali da un posto a un altro: “Sharm” come Ibiza, o quasi, insomma: dipende dalla fetta di mercato. Magari bastasse viaggiare: “Viagiar descanta, ma chi parte mona torna mona” (antico detto veneziano, terra di navigatori, citato in “Corto sconto” di Hugo Pratt)

  2. oggi viaggiamo in molti e molto anche senza senso, senza rispettare i tempi dei nostri cervelli, viaggiamo sempre più leggeri, perchè in breve andiamo ed in breve torniamo, ci dimentichiamo che lo spostamento farebbe parte del viaggio nel suo insieme, mentre per noi rappresenta un tempo morto da ridurre il più possibile, tempo perso… quasi nessuno porterebbe con sé durante il viaggio dei libri ingombranti in quanto “oggetti”… “Non viaggio mai senza libri né in pace né in guerra…” [Montaigne]

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