i nuovi bambini

indexla recensione è pronta da qualche tempo, ora mi sembra ancora più interessante, ora che sto avviando nella scuola di a. un progetto sul coding da parte dei ragazzi (e dei docenti) con scratch – facciamo sì che almeno i nostri figli superino il digital divide che appesantisce il nostro paese

finalmente un bel libro che affronta il problema dell’uso da parte dei bambini delle nuove tecnologie con competenza, serietà e parole comprensibili ai genitori – l’autore, che è anche padre di un nativo digitale, spiega come i nostri figli usano le tecnologie e come questo uso modifichi il loro modo di ragionare e di apprendere, fino a ipotizzare la nascita dell’homo sapiens digitalis

viene descritto come i nostri ragazzi sfruttino il multitasking tra diversi media e quanto sia importante la cooperazione tra loro in queste attività, purtroppo spesso oscure a genitori e professori

un capitolo è dedicato a sbugiardare con dati precisi i profeti apocalittici che si oppongono a un uso consapevole e diffuso del digitale – ogni capitolo contiene anche alcuni consigli pratici per gli immigranti digitali che vogliono capire e seguire in questo percorso i nativi

uno spazio è dedicato a descrivere il possibile uso delle tecnologie nella scuola ed è quello dove ho sentito più forte la distanza tra le potenzialità del digitale e la realtà italiana dove sia i maestri/professori che la struttura scolastica sono lontanissimi da saper gestire, e spesso capire, tali strumenti – così quel capitolo sembra purtroppo un libro dei sogni lontanissimo dalla nostra realtà

“Siamo cittadini digitali e reali insieme. Ognuno sa qualcosa, nessuno sa tutto e ciò che ogni persona sa potrebbe essere usato da parte del gruppo nel suo complesso. … I nostri figli nascono in questo mondo insieme reale e cybernetico e si stupiscono se noi non siamo in grado di guidarli. Cerchiamo di essere genitori «sufficientemente buoni» anche in questo.”

“Esistono tanti tipi di tecnofobia: quella conservatrice stile o tempora o mores; quella bibliofila, variante «lo schermo non potrà mai sostituire la carta»; quella oftalmologica secondo la quale gli schermi affaticano gli occhi, quella paranoide-anticapitalista – «le multinazionali fanno profitti e i nostri figli diventano stupidi» – quella new age/bio-corporea – «le tecnologie non permettono un corretto rapporto con il corpo e con i sensi» – e quella sessuofobica con la minaccia che in internet ci sono pedofili e pornografia.”

“Ha senso nel terzo millennio che il sistema e l’infrastruttura fisica e normativa della formazione scolastica in Italia siano per larghi tratti analoghi a quelli della seconda metà del secolo scorso? Ha senso che i nostri insegnanti e studenti, con qualche virtuosa eccezione, si affannino a insegnare e apprendere i contenuti di decine di materie senza approfondire le competenze metodologiche che permettono di dominare campi disciplinari sempre più vasti e in rapido cambiamento rispetto ai contenuti? Ha senso che la scuola consideri le tecnologie come intruse nel momento in cui tutta la società ne è fin troppo pervasa?”

“Cari genitori diffidate sia dei tecnoscettici sia dei tecnoentusiasti e soprattutto usate il buonsenso. Come potrebbe internet, che ha reso disponibile nelle case di tutti noi l’intero sapere del mondo, far diventare più stupidi i vostri figli? E’ più probabile che ciò accada se non la usano o eventualmente se la usano male.”

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