il cerchio

cerchioeggers scrive la sua distopia prendendo di mira google e la sua pervasività: la protagonista viene assunta dal “cerchio”, una società che gestisce tutte le ricerche online del mondo e sta via via invadendo tutti i settori della rete  e della vita degli utenti con offerte che “non si possono” rifiutare

la protagonista scala la gerarchia della società e diventa un modello di riferimento per il lancio di nuovi prodotti che allargano la sfera di influenza della società fino ad occupare completamente le vite degli utenti, attratti dalle promesse di un mondo “aperto”, egualitario e trasparente, dove tutto è noto a tutti e non esistono più spazi privati al di fuori del “cerchio”

da un punto di vista letterario, eggers rende bene il progressivo inserimento della protagonista e il suo adeguamento alle logiche della società, fino ad annullare sé stessa – il libro “prende” il lettore, anche se il continuo riferimento alla “tesi” del libro fa sì che la scrittura dell’autore sia meno gradevole del solito

per quanto riguarda la tesi, eggers mischia riferimenti anti-totalitari con sentimenti conservatori e reazionari per descrivere questo futuro, angosciante ma francamente non credibile, ottenuto stiracchiando la realtà – non si riesce neanche a distinguere quanto l’opposizione dell’autore a questo futuro sia dovuto alle possibili implicazioni totalitarie e quanto alla nostalgia per un mondo passato, molto mito americano individualista dell’uomo assolutamente “libero” dalle influenze degli altri

insomma, diverte la critica all’ansia da condivisione dei nostri giorni, ma lo scenario descritto è molto irrealistico e la tesi sovrasta la storia e la rende debole

“Mae era la più giovane di tutto il personale, con una differenza d’età di una decina d’anni o giù di lì, e anche gli impiegati che erano fra i trenta e i quarant’anni sembravano appartenere a un altro secolo. Sgranavano gli occhi davanti alla bravura con cui lei usava il computer, dovuta a nozioni elementari e comuni a tutti i suoi conoscenti.”

“Ma per ora torniamo ai luoghi della Terra dove abbiamo più bisogno di trasparenza e dove invece ne abbiamo così poca. Ecco una miscellanea di località di tutto il mondo dove abbiamo piazzato le nostre videocamere. Adesso immaginate l’impatto che queste videocamere avrebbero avuto in passato, e avranno in futuro, se trapelassero analoghi avvenimenti. Ecco cinquanta videocamere in piazza Tienanmen.”

“Chi poteva voler ostacolare l’incontestabile miglioramento del mondo se non qualche losco figuro che viveva ai margini della società?”

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2 risposte a il cerchio

  1. Romeo ha detto:

    e tra i prossimi libri che leggerò …

  2. Pingback: ologramma per il re – il blog di Carlo

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