lo chiamavano jeeg robot

Lo-chiamavano-Jeeg-Robotfinalmente un film italiano sui super-eroi, lontano dalla plastificazione e dagli infantili miti americanoidi – gabriele mainetti crea un film molto romano, ambientato tra torbella, il quartiere più degradato di roma, il tevere e l’olimpico

l’incredulo eroe della storia acquisisce i super-poteri con un bagno a tevere e li sfrutta dapprima per riscattare la sua vita di piccolo malavitoso di periferia – trova un amore tragico in una ragazza (la brava inattesa ilenia pastorelli) psicolabile fissata con i manga giapponesi di jeeg robot

in una roma disperata e cupa, sfregiata da bombe e da una delinquenza trionfante e violenta che non si ferma davanti a niente, il nostro (l’ottimo santamaria) prende poco alla volta coscienza dei “doveri” di un super-eroe

girato con realismo e forse eccessiva violenza (che non sempre riesce a raggiungere la astrazione “à la Tarantino”), il film è comunque un ottimo esempio del divertimento e del fascino che il cinema può dare, anche senza cedere ai budget miliardari e alla stupidità mainstream – da vedere

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