saggio sulla lucidità

saggio-sulla-luciditadisperato bellissimo libro di saramago, che distrugge le nostre illusioni sulla democrazia e sulla faccia benevola del potere – nella stessa nazione di “cecità” i cittadini della capitale decidono, senza nessun accordo esplicito, di votare in larga maggioranza scheda bianca

la reazione del governo, a un atto formalmente ammesso dalla costituzione, è brutale: isolamento  della capitale, repressione, censura, depistaggi e infine stragi, quasi una riedizione romanzata delle stragi di stato degli anni ’70 – saramago non lascia speranze: anche la fazione moderata e “umana” del governo si rivela spietata quanto e più dei ministri che avviano la repressione

la storia si intreccia in seguito, in un modo che non posso anticipare, proprio con “cecità”, i cui eventi sono avvenuti quattro anni prima – ma mentre nel libro precedente sotto analisi era la malvagità individuale e dei gruppi, in questo libro sotto accusa è il potere politico, visto come violenza e sopraffazione, anche nei regimi formalmente democratici: dalla cecità individuale alla violenza cieca del potere

“Gli esseri umani sono universalmente conosciuti come gli unici animali capaci di mentire, e se è vero che a volte lo fanno per paura, e a volte per interesse, a volte lo fanno anche perché si sono accorti in tempo che era l’unico modo che avevano per difendere la verità.”

” … le farò una domanda, A sua disposizione signor ministro, Ha votato scheda bianca, Come, prego, non ho sentito bene, Le ho domandato se ha votato scheda bianca, le ho domandato se era in bianco la scheda che ha depositato nell’urna, Non si sa mai, signor ministro, non si sa mai, Quando sarà tutto finito, spero di avere con lei una lunga conversazione, Ai suoi ordini, signor ministro, Buonasera, Buonasera, Avrei voglia di venir lì a darle una tirata di orecchio, Non ho più l’età, signor ministro, Se un giorno dovesse essere ministro dell’interno, saprà che per le tirate di orecchio e altri rimproveri non c’è mai stato limite di età, Che non la senta il diavolo, signor ministro, Il diavolo ha un udito talmente buono che non ha bisogno che gli dicano le cose a voce alta, Che dio ci aiuti, allora, Non vale la pena, è sordo dalla nascita.”

“Il cane è arrivato di corsa da dentro, fiuta e lambisce il viso della padrona, poi allunga il collo verso l’alto ed emette un ululato da rabbrividire che un altro sparo tronca immediatamente. Allora un cieco domandò, Hai sentito qualche cosa, Tre spari, rispose l’altro, Ma c’era anche un cane che ululava, Ora ha smesso…, dev’essere stato il terzo sparo, Meno male, detesto sentire i cani che ululano.”

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