la serie di kurt wallander (di henning mankell)

Henning_Mankell_mi sono letto tutta la serie (12 libri) di kurt wallander (dello scrittore svedese henning mankell) su suggerimento di mia figlia (quella grande, eh!) – uso questi libri come modo per rilassarmi e non vale la pena di recensirli uno ad uno

le storie raccontano di casi polizieschi risolti da un commissario indolente e depresso che comunque testardamente cerca la verità sino alla fine – i libri hanno una serie di “topoi” condivisi che fanno sì che da una parte il lettore si ritrovi in una  ambiente “familiare”, dall’altro si abbia una continua sottile sensazione di ripetitività

Elenco qui le situazioni che si ritrovano praticamente in tutti i libri della serie:

  • La continua contabilità delle ore di sonno (pochissime) del commissario e un continuo aggiornamento della situazione meteo svedese (che ovviamente non dice nulla a tutti i nono-svedesi)
  • Continue riunioni dove il gruppo che segue il caso scambia informazioni spesso senza alcun risultato
  • Presenza di donne sessualmente interessanti in ambiente maschile
  • Il commissario rimedia sempre ferite lievi alla faccia che sanguinano
  • Gli omicidi sono sempre efferati: se fossero tutti veri la regione svedese in oggetto sarebbe studiata in tutti i manuali di criminologia
  • Presenza costante dell’alcol come degradazione per molti maschi
  • L’ossessione per il rapporto col padre, con le relative telefonate e le rare visite
  • L’ossessione per i compiti quotidiani, come la lavatrice condominiale e la sua prenotazione
  • L’ipocondria: wallander si sente spesso male e viene distrutto anche da un raffreddore
  • L’odio verso la burocrazia svedese, che deve essere simile alla nostra
  • Colpi di ira improvvisi che si concretizzano nel gettare oggetti contro il muro
  • Nostalgia del passato, quando tutto era normale, qualunquista critica del presente “dove andremo a finire (signora mia)?”
  • Paura dell’invecchiamento e del tempo che passa
  • Il commissario prova sempre sensazioni di aver visto/sentito qualcosa di importante senza riuscire a focalizzare cosa
  • C’è sempre un momento magico delle inchieste in cui tutto inizia ad andare a posto
  • Alla fine di ogni libro wallander deve andare da solo a risolvere definitivamente il caso
  • Quasi sempre ci sono due casi distinti che a un certo punto del libro si scoprono collegati e quasi sempre l’assassino prepara una messinscena con il/i cadavere/i per mandare un messaggio a qualcuno

“Sin dall’ini­zio della sua carriera, Wallander aveva adottato il prin­cipio di fare le cose da solo. Lo considerava parte del suo lavoro. Era un concetto che si era formato durante l’adolescenza. Solo i ricchi e quelli che si consideravano superiori usavano dei tirapiedi per sbrigare le proprie faccende. Per Kurt Wallander, non consultare un elenco telefonico e non alzare il ricevitore da soli erano forme di pigrizia e indolenza inammissibili…
Lo squillo del telefono interruppe il filo dei suoi pen­sieri.”

“Sei mesi fa mi sono svegliato un mattino e mi sono detto: Dio mio! È tutto qui? La vita! Niente di più? Devo ammettere che sono stato preso dal panico. Ma adesso, capisco che mi ha fatto bene. Quel pensiero mi ha spinto a fare qualcosa che avrei dovuto fare tanto tempo fa.”

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