francigena sud 2016 – da roma a castelgandolfo

che lusso!! si parte da casa e si va direttamente a prendere l’appia antica – e subito parte l’incazzatura[mode avvelenata on] possibile che noi cittadini normali dobbiamo subire torti da tutti? l’appia, la più bella delle strade romane, è violentata e requisita da tutti … intanto gli automobilisti: chiusi nelle loro scatole che li fanno diventare stupidi, non capiscono più il diverso e così chi cammina diventa un ostacolo , secondo me perché gli ricorda quanto sono schiavi! e così ti sfiorano, ti obbligano a fermarti, ti urlano contro…

poi le chiusure, l’appia antica è chiusa dappertutto da: ricconi cafoni coi loro suv chiusi nelle villone, enti religiosi che da duemila anni sequestrano il meglio di roma, militari che nascondono la loro inutilità dietro il filo spinato, enti pubblici che approfittano in modo privato di beni pubblici … [mode avvelenata off]

e poi l’incazzatura passa, perché dopo cecilia metella l’appia diventa troppo bella e si fa perdonare tutto … il basolato mi commuove al pensiero di quello che hanno visto quelle pietre, ai lati piccole e grandi tombe, ferme da millenni a coronare la regina viarum – il tratto è lungo, per la prima volta lo faccio tutto, fino a superare il raccordo e arrivare a frattocchie … bellissimo

poi si rientra nelle strade normali, evitando l’appia nuova e passando per stradine secondarie si sale sotto il sole cocente fino al bordo del cratere da cui vedo il lago di castelgandolfo (salendo si incontra anche qualche segnale della francigena per brindisi) – arrivo troppo presto per il b&b e devo aspettare mangiando un bel piatto di pasta

notevole la fontanella a frattocchie dove finisce l’appia antica: acqua gelata e frizzantina e 15 minuti di chiacchiere con due vecchietti – oggi circa 26 km, 400m e più di dislivello, circa 6 ore e mezzo, soste incluse

2 thoughts on “francigena sud 2016 – da roma a castelgandolfo

  1. Mi è capitato di fare (anche quest’estate) a piedi la tratta dell’Appia Antica da piazzale Numa Pompilio fino a Cecilia Metella…In effetti, il pedone è una specie a rischio: alcuni punti sono veramente pericolosi. Forse andrebbe pedonalizzata, visto il valore storico-artistico; ma andrebbero pure studiate delle alternative, per evitare che il traffico possa diventare ancora più nevralgico negli immediati dintorni. Sugli enti religiosi: visto come lo Stato tratta i propri beni, magari è meglio così. Domenica scorsa hanno fatto uscire i visitatori (me compresa, che ne ho chiesto il motivo) dalla chiesa di Sant’Ignazio poiché, a causa della violenta pioggia, c’era un serio rischio di crollo del soffitto. Per capire di COSA stiamo parlando:
    http://www.tesoridiroma.net/chiese_barocco/chiesa_ignazio_loyola.html
    Forse serve una maggiore interazione tra enti religiosi e stato italiano, a questo punto: in modo che nessuno sequestri (boh: a me pare che se una cosa nasce come “roba tua” c’è da discutere su chi abbia sequestrato cosa) niente, tutto sia visitabile, tutto sia in sicurezza. Fantascienza? Non credo.

  2. Già sarebbe un enorme passo avanti lasciare la possibilità ai pedoni di percorrere l’Appia antica! Basterebbe un piccolo marciapiede, ottenuto spostando di un metro indietro gli orribili muri che la circondano

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