uccidere il padre

copertina-uccidere-il-padre-di-amelie-nothombprimo libro che leggo della nothomb, un romanzo breve (racconto lungo?) su una struggente storia di paternità scelta, voluta e negata

nell’arco di cinque anni vediamo il protagonista-figlio scegliere il proprio padre e poi trovare il modo rocambolesco di ucciderlo – mi colpisce, forse in quanto padre, la placida accettazione di tutto da parte del padre, vittima che sceglie di esserlo

scrittura piana, intima, da storia raccontata a voce, personaggi forti e precisi … bello!

“A quindici anni, Joe aveva fatto più di una volta l’esperienza della bellezza, quanto meno con sua madre. Ma era la prima volta che ne veniva toccato, come se la bellezza si rivolgesse a lui in particolare, come se fosse una confidenza da meritare e della quale mostrarsi degni dopo la sua rivelazione.”

“I saggi sostengono che niente ha senso. Gli innamorati possiedono una saggezza più profonda dei saggi. Chi ama non dubita neanche un istante del senso delle cose.”

“Ogni lingua è, a turno, superiore alle altre. In questo caso, l’inglese prevale sul francese: fire dancer è incomparabilmente meglio di danseur de feu. Povero francese con la sua smania analitica, la constatazione di sinistra − il complemento determinativo − sarà un genitivo oggettivo o soggettivo? Cosa ci fa la grammatica tra due divinità? Ha ragione l’inglese, bisogna scagliare le due parole una contro l’altra − che se la sbrighino loro − e che facciano subito scintille.”

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