addis abeba 2016

wp-1479242783894.jpegdopo un rapido passaggio a Roma, giusto per far ricordare a mia figlia che ha un padre, domenica sera prendo l’aereo per addis abeba – si viaggia di notte su un aereo affollato con i soliti sedili per bambini bassi: per fortuna scelgo una fila dove il posto in mezzo è libero e ci possiamo allungare le gambe in quelle tre orette che ci lasciano dormire
il volo tarda più di un’ora, arriviamo verso le 8 e per fortuna la fila per il visto è corta – tra l’altro il mio passaporto di servizio mi evita di anticipare i 50 dollari

troviamo all’africana l’autista della cooperazione italiana: cioè giriamo un po’ nell’area dove sono i taxi e gli autisti guardando intorno senza fretta – a quel punto veniamo abbordati da getu, un ragazzo con un impeccabile gessato scuro che ci accompagna alla macchina

veniamo subito portati alla sede world bank,dove si tiene un meeting sul coordinamento degli aiuti all’istituto di statistica – riunione con un po’ di europei e molti africani, buone idee e voglia di collaborare

riusciamo appena a fare il check-in in albergo e ci ritroviamo all’istituto di statistica per avviare il lavoro – riusciamo a far finta di non essere stanchi morti, impostiamo l’agenda della settimana, avviamo i lavori e ci buttiamo in albergo, dove ceniamo presto e andiamo a letto (dormo più di 9 ore … un record!)

il giorno dopo è un perfetto giorno di cooperazione: sveglia presto, avvio delle attività con gli esperti del beneficiario spersi per i vari uffici, raduno di tutti, assessment del loro datacenter, pranzo in ristorantino con alcuni di loro, fruttuoso pomeriggio in gruppi di lavoro, chiusura finale con documenti e agenda del giorno dopo, riposo in albergo, cena in ristorante etiope (mangiando rigorosamente con le mani), passeggiata al buio per rientrare in albergo

tecnicamente problemi risolvibili, che ci fanno riflettere sull’importanza del supporto necessario – giornata di conoscenza del paese, le sue abitudini, le opinioni dei giovani tecnici, i problemi politici, l’organizzazione della pubblica amministrazione, il suo cibo, le sue serate buie e piene di musica

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