rio 2016 – 4

altri due giorni di convegno: teniamo tutti le nostre presentazioni, io mi presento con la cravatta gialla piena di papere, cambio la presentazione un’ora prima inserendo più immagini e adattandola meglio alla situazione locale – la presentazione va bene, tutto fila liscio, domande, qualche risata in sala e la promessa di collaborazioni future

un pomeriggio, usciti dal convegno, restiamo in centro e camminiamo tre ore per il centro, trovando finalmente una rio vera, lontana sia dalle favelas che dalla maschera dorata di ipanema

una sera andiamo a un ristorante che ci ha consigliato una (stupenda) collega brasiliana: molto caro, a santa teresa, una collina che si affaccia sul centro di rio, circondata da favelas – cibo buono, ma il contrasto è troppo e non riesco a godermi il posto

dopo cena, rientrando in taxi, veniamo fermati da un uomo in nero con un mitra in mano: si tratta di un posto di blocco della polizia, senza insegne e senza divise, stanno cercando qualcuno – il giorno dopo un motociclista italiano viene ucciso nella favela a qualche centinaia di metri dal ristorante

l’altra sera andiamo insieme a una ventina di colleghi brasiliani a un locale dove si mangia (poco), si beve (molto), si suona e si balla la samba: pieno di gente, i colleghi ci spiegano i passi, i lati b delle ballerine locali si muovono seducenti dotati di vita autonoma – scopro che due caipirinha dopo una birra sono troppe per me

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