sottomissione

mhho letto questa estate a londra il libro di houellebecq che tanti dibattiti ha suscitato quando è uscito – perfetto il tempismo, a valle di brexit e in un periodo in cui l’Europa sembra aver smarrito una sua visione

il futuro che ci presenta houellebecq è chiaro e paradossale: una sottomissione culturale prima che politica all’islam – nel romanzo l’indolenza con cui la politica francese abbandona i suoi riti e si lascia andare a un dominio dolce dell’islam moderato è accompagnata dell’abbandono del protagonista, che senza particolari sconvolgimenti si affida e si sottomette a una religione che finalmente gli consente di non dover preoccuparsi di scelte faticose, come avere una propria opinione o scegliere la propria moglie, magari al plurale

molto ben scritto, il libro scorre tranquillamente verso la fine del nostro modo di vivere, lasciandoci pieni di domande irrisolte e di dubbi dubbiosi sulla possibilità che tutto ciò possa avvenire davvero – da leggere in queste estati di infuocati dibattiti sul burkini (c)

“Curiosamente, i paesi occidentali erano molto fieri di questo sistema elettorale, che tuttavia era poco più che una spartizione del potere tra due gang rivali, a volte arrivavano addirittura a scatenare guerre allo scopo di imporlo ai paesi che non condividevano il loro entusiasmo.”

“Alice ci osservava con lo sguardo al tempo stesso affettuoso e leggermente derisorio delle donne che seguono una conversazione tra uomini, quella strana cosa che sembra sempre indugiare tra la pederastia e il duello.”

“Per loro l’essenziale è la demografia, e l’istruzione; il sottogruppo demografico che dispone del miglior tasso riproduttivo, e che riesce a trasmettere i propri valori, trionfa; per loro è tutto qua, l’economia e la stessa geopolitica non sono che fumo negli occhi: chi controlla i bambini controlla il futuro, stop.”

“Vestite durante il giorno con impenetrabili burqa neri, di sera le ricche saudite si trasformavano in uccelli del paradiso, si agghindavano con guêpière, reggiseni trasparenti, perizomi ornati di pizzi policromi e gemme; esattamente al contrario delle occidentali, che, raffinate e sexy durante il giorno perché era in gioco il loro status sociale, tornando a casa la sera si afflosciavano, abdicavano stremate a qualsiasi prospettiva di seduzione indossando tenute comode e informi.”

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