la macchia umana

praltro libro di roth, centrato sulle differenze razziali e di classe negli usa – la storia di un anziano professore licenziato per “political correctness” si intreccia con quella di un vecchio scrittore deluso e disilluso e con quella di una donna che ha subito violenza dagli uomini e dalla vita

la solita scrittura brillante, molte frasi da citare, idee discutibili su attualità (clinton-lewinsky) e sulle nuove generazioni, riflessioni amare da intellettuale che scopre che la storia non è sempre un “andare avanti” e che i giovani non sempre migliorano quello che i padri gli hanno lasciato

roth si scaglia poi contro l’ipocrisia e il perbenismo della middle class, giocando con i punti di vista delle vite, svelando l’impossibilità di una descrizione “oggettiva” anche solo di una vita

“Come avrebbe potuto finire (la conclusione che la realtà aveva risolutamente escluso): ecco l’unica cosa alla quale riusciva a pensare. Sbalordito da quanto poco l’aveva dimenticata e da quanto poco lei aveva dimenticato lui, Coleman si allontanò rendendosi conto, come mai prima di allora aveva dovuto fare al di fuori delle lezioni sulla tragedia greca, della facilità con cui la vita può essere una cosa piuttosto che un’altra e della casualità con cui si crea un destino… “

“Pensava gli stessi inutili pensieri, inutili per un uomo di non grande talento come lui, se non per Sofocle: la casualità con cui si forma un destino… E come tutto può sembrare accidentale, quando è inevitabile.”

“Ciò che noi sappiamo è che, in un modo non stereotipato, nessuno sa nulla. Non puoi sapere nulla. Le cose che sai… non le sai. Intenzioni? Motivi? Conseguenze? Significati? Tutto ciò che non sappiamo è stupefacente. Ancor più stupefacente è quello che crediamo di sapere.”

“Coleman le aveva detto: – Questo non è soltanto sesso, è qualcosa di più, – e in tono reciso lei rispose: – No, non è vero. Hai semplicemente dimenticato cos’è il sesso. Questo è sesso. E basta. Non rovinarlo con la pretesa che sia un’altra cosa.”

“Il pericolo dell’odio è che, una volta cominciato a coltivarlo, hai cento volte più di quanto ti aspettassi. Una volta cominciato, non ti fermi più. Non conosco nulla di più difficile da controllare dell’odio. E’ più facile smettere di bere che smettere di odiare. Ed è tutto dire.”

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