new york 2017 – e poi

e poi laura mi ha portato a conoscere strand, la più grande libreria di new york, piena di gente, di libri di ogni tipo, di non-libri (magliette, calzini, magneti, spille, cartoline, …), con inservienti tutti giovani e gentili, un vecchio pavimento in legno e pile di libri usati a 1-2 dollari

e poi sono andato, come ogni anno a b&h a scoprire cosa c’è di nuovo nell’informatica “di consumo” e nella fotografia, a scoprire nuovi prodotti a prezzi bassissimi ammirati dai nerd locali e ad ascoltare affascinato un ebreo ortodosso di 70 anni spiegarmi perché quel filtro polarizzato costa il triplo dell’altro ma conviene proprio

e poi abbiamo fatto chiacchiere intime come non mai con mia sorella, raccontandoci segreti, contenti e stupiti di trovare un rapporto fraterno dopo i sessanta – e abbiamo fatto la solita cena italiana con i suoi amici, spiegando ancora una volta i trucchi della vera carbonara

e sono ancora rimasto a bocca aperta davanti a questa città, capitale del mondo, che si offre bellissima agli occhi di tutti, città del potere e dei turisti, crocevia di scambi e razze, prodotti e sogni, luci, insegne e barboni

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