guerra e pace

guerraepaceil capolavoro di tolstoj, più di 1300 pagine di e-book, è un fantastico affresco dei primi anni dell’800 in russia con descrizioni accurate sia dei modi di vita che di alcuni grandi avvenimenti storici, come le battaglie di austerlitz e borodino

decine di personaggi affollano la scena e intrecciano le loro vite con altre vite e con i grandi eventi delle guerre napoleoniche – la gestione della trama è affascinante, il lettore viene portato a conoscere, amare e odiare i protagonisti, a loro volta sballottati dai grandi eventi della storia

e i grandi eventi sono dipinti a fondo, dandoci per esempio modo di “vivere” la battaglia di austerlitz da molti punti di vista, in modo che resti poi impressa per sempre nella nostra memoria – effetto collaterale del libro: numerosi approfondimenti cercati in rete sul periodo napoleonico e sulle sue guerre, a partire dall’invasione della russia

tra i protagonisti ho amato soprattutto pierre, con la sua ingenua voglia di cambiare il mondo e i suoi entusiasmi, e natasha con la sua eterna capacità di risorgere e trovare la sua strada per la felicità

unica pecca del libro: tolstoj diventa insopportabile quando discute bislacche teorie storiche sul movimento dei popoli da occidente  a oriente – decine di pagine che un po’ rovinano il libro e sembrano davvero un didascalico corpo estraneo, quasi un delirio da maniaco autodidatta

“Nataša, rimasta sola col marito, conversava anche lei come si conversa soltanto tra marito e moglie, cioè comprendendosi e comunicandosi i reciproci pensieri con una straordinaria chiarezza e rapidità, per una via contraria a tutte le regole della logica, senza la mediazione di ragionamenti, sillogismi e deduzioni, in un modo tutto particolare.”

“Quando Pierre cominciava a dimostrare, a parlare in modo ragionevole e pacato e quando lei, lasciandosi trascinare dal suo esempio, cominciava a fare altrettanto, sapeva che la conversazione sarebbe sicuramente sfociata in un litigio.”

“Gli afferrò una mano con la sua piccola e ossuta, gliela scosse, lo fissò con quel suo sguardo rapido che pareva vedere l’uomo in trasparenza e scoppiò nuovamente nella sua fredda risata.”
“Milioni di uomini, rinunciando ai loro sentimenti umani e alla loro umana ragione, dovevano andare da occidente a oriente e uccidere i loro simili, così come secoli prima altre folle di uomini erano andati da oriente a occidente per agire all’identico modo.”

“Quando una mela è matura e cade, qual è la causa che la fa cadere? Perché gravita verso la terra, perché il picciolo si secca, perché viene prosciugata dal sole, perché diventa più pesante, perché il vento la scuote? Forse perché il bambino che sta lì sotto ha voglia di mangiarsela? Nulla, in sé, di tutto questo, costituisce la vera causa.”

“E cosa c’è di là? Chi c’è di là? Laggiù, oltre quel campo, e quell’albero, e quel tetto illuminato dal sole? Nessuno lo sa, e invece si vorrebbe saperlo. Oltrepassare questa linea fa paura, e nello stesso tempo vorremmo passarla, e si sa che presto o tardi dovremo passarla e sapere cosa c’è di là, dall’altra parte della linea, così com’è inevitabile sapere prima o poi cosa c’è dall’altra parte, al di là della morte. Eppure ora sei forte, sano, allegro, eccitato, e circondato da altri uomini sani, inquieti, eccitati come me”

“«Che cosa odiare? Per quale ragione dobbiamo vivere? E io che cosa sono? Che cos’è la vita? Che cos’è la morte? Quale forza guida tutto?» si domandava Pierre. E non trovava risposta ad alcuno di questi interrogativi, tranne una sola illogica risposta, che per contro non rispondeva affatto a queste domande.  «Morirai e tutto sarà finito,» diceva questa risposta.”

” … voleva abbracciare l’amico, ma Nikolaj si tirò un po’ indietro. Con quella particolare inclinazione dei giovani, che hanno paura delle strade battute, e vogliono manifestare i propri sentimenti senza imitare gli altri, in modo nuovo e non come li manifestano, spesso ipocritamente, gli anziani, Nikolaj avrebbe voluto far qualcosa di speciale incontrandosi, con l’amico: avrebbe voluto dare a Boris un pizzicotto, uno spintone, ma non scambiare un bacio, come facevano tutti.”

Annunci

Informazioni su vaccaricarlo

father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
Questa voce è stata pubblicata in libri e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...