i versi satanici

srdopo anni di avvicinamento, ho affrontato il romanzo di salman rushdie, famoso per la fatwa lanciata da khomeini contro lo scrittore – i versetti satanici sono alcuni versi riportati da biografie di maometto, nei quali viene riconosciuto un ruolo a tre divinità femminili pre-islamiche

nel libro alcuni episodi della vita di maometto che coinvolgono le tre divinità vengono sognati dagli strampalati protagonisti del libro, coinvolti in inverosimili avventure nella londra di oggi – il libro è faticoso da leggere, prolisso, rutilante, pieno di incisi, flash-back e riflessioni dei protagonisti: la fatica nel leggerlo mi ha ricordato lo sforzo che dovetti fare per leggere le mille e una notte, e anche qui penso che ridurlo alla metà lo avrebbe reso molto più accettabile

nel testo appaiono divertenti digressioni, giochi di parole, argute riflessioni, sembra una sorta di canovaccio per un serial infinito, dopo centinaia di pagine il risultato è appunto la fatica di concludere il libro, che ho letto sino alla fine solo per puntiglio – divertenti invece molte notazioni sulla cultura inglese fatte da cittadini del commonwealth e da esponenti della cultura indiana

chiaro anche l’influsso del maestro e margherita con l’irrompere del magico e del satanico nella realtà di tutti i giorni

“Adesso che aveva perso sia gli avambracci di Braccio di Ferro, sia la pancia di Bluto, pareva vagare all’interno dei propri abiti come uno che sta cercando qualcosa senza essere ancora riuscito a identificarla.”

“si era vestito in questo modo informale perché aveva deciso che era venuto il momento di fare un’ispezione completa dei locali, “uno non può passare tutta la vita sdraiato, neanche su di te”, aveva detto”

“Quanto volarono? Cinquemila miglia e mezzo in linea d’aria. O: dall’India all’Inghilterra, una distanza incalcolabile. Oppure, per niente lontano, perché si levarono da una grande città, atterrarono in un’altra. La distanza fra le città è sempre piccola; l’abitante di un villaggio, nei cento chilometri che lo separano dalla città più vicina, attraversa uno spazio più vuoto, più buio, più terrificante.”

“e allora tutt’a un tratto, bang, salta fuori il regolamento, l’angelo comincia a sfornare regole su ciò che le donne non devono fare, imponendo loro di tornare a quella docilità di comportamento che il Profeta preferisce; docili, oppure materne, devono camminare tre passi indietro o starsene a casa ed essere savie e ingrassare. Come risero dei fedeli le donne di Yathrib, ma quell’uomo è un mago, nessuno poteva resistere al suo fascino; le fedeli fecero ciò che lui aveva ordinato. Si sottomisero; dopo tutto, lui offriva loro il paradiso.”

” Un iceberg è acqua che si sforza di essere terra; una montagna, soprattutto l’Himalaya, soprattutto l’Everest, è un tentativo della terra di trasformarsi in cielo; è un volo costretto al suolo, la terra mutata – o quasi – in aria”

” Il mondo, scrisse qualcuno, è il luogo di cui dimostriamo la realtà morendo in esso.”

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