una moglie a parigi

la storia del primo matrimonio di ernest hemingway, raccontato dal punto di vista di hadley, la moglie – il grande scrittore ritratto nei primi difficili anni, quando inizia a farsi conoscere con i primi racconti

interessante per due motivi: prima per la narrazione degli anni ’20 a parigi, la comunità degli scrittori, i grandi stein e scott fitzgerald e quel mondo, dorato e anticonformista, che crea la fama di parigi capitale della letteratura e delle arti e insieme genera altri miti del novecento, come i bagni di mare e la costa azzurra

ma il libro è interessante anche per il racconto della genesi e della morte di un grande amore: per hadley ernest è il primo uomo, ma ben presto lo scrittore attira l’interesse di altre donne e la nascita del figlio accelera una crisi forse inevitabile – anche i tentativi di assorbire il rapporto con la pfeiffer (poi seconda moglie) all’interno della coppia naufragano e hadley decide con dolore di chiudere la relazione

cinque anni vissuti di corsa, tra gli usa, parigi e la spagna delle corride che affascina ernest e la sua piccola corte

“Sapevo che mi stava dicendo la verità, ma sapevo anche che, se fosse stato possibile, avrebbe voluto entrambe lì, Agnes e me, il passato e il presente – entrambe incondizionatamente innamorate – e magari anche le fragole, il vino e il sole e le pietre calde sotto i nostri piedi. Voleva tutto quel che era possibile, e anche di più.”

“La fine si stava avvicinando da mesi, da prima della vacanza a Schruns, ma ora che era arrivata non sapevamo come comportarci. Fu solo il pomeriggio successivo, sul treno per Parigi, che il peso di quel che stava accadendo ci schiacciò. Era una giornata afosa, il caldo era opprimente e il treno traboccava di passeggeri. Condividemmo le cuccette con un’americana che si portava dietro una gabbietta tutta ornata di ghirigori con dentro un canarino giallo.”

“All’epoca chiamavamo Parigi “il gran bel posto”, e lo era. Dopotutto fu una nostra invenzione. La creammo con i nostri desideri e le sigarette e il rum St. James; la creammo con il fumo e la conversazione brillante e spericolata e sfidammo chiunque a negare che fosse nostra. Insieme creammo tutto per poi distruggerlo.”

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