gerusalemme e la guerra infinita

l’ultimo giorno riesco ad organizzare un giro veloce per gerusalemme: mi accordo con yousef, l’autista, che mi accompagna alla città prima di andare all’aeroporto – al solito vedere un posto con un locale vale dieci volte il fai-da-te: parcheggiamo all’interno del cortile di una chiesa cristiana dentro le mura e davanti alla torre di re david

poi facciamo un lungo giro a piedi nella città vecchia, passando dalla chiesa del santo sepolcro e incrociando spesso la via dolorosa e le sue stazioni – come tutte le vecchie città, ogni angolo merita di essere visto e siamo aiutato dal fatto di essere arrivati presto, molto prima dei torpedoni di turisti che infettano il luogo

il turismo a gerusalemme è soprattutto religioso e di tre religioni: mandrie di vecchietti seguono le guide, spesso accompagnati da ministri del loro culto – la città va appunto visitata presto, mentre i grandi alberghi servono la colazione è i pullman ancora non arrivano

con yousef parliamo della situazione locale: viaggiando l’ossessione israeliana per i muri salta agli occhi – oltre al muro al confine, hanno costruito anche muri che dividono diverse zone della west bank, territorio assegnato da accordi internazionali ai palestinesi

così facendo esasperano una popolazione che viene trattata come i neri nell’apartheid sudafricano, essendo più poveri, destinati ai lavori più umili e discriminati nella loro libertà di movimento – molti palestinesi non hanno una id valida per israele e non possono entrare in israele né per lavoro né per turismo

altri muri sono costruiti per difendere gli insediamenti illegali e dividono a metà zone ufficialmente palestinesi – la divisione politica tra west bank e gaza ovviamente aggrava il problema e allontana una possibile soluzione pacifica

i due popoli sono così avvitati in una spirale infinita, dove ogni atto di violenza diventa la scusa per gli estremisti delle due parti per allontanare ulteriormente qualunque soluzione – in questa situazione chiaramente il più debole diventa ancora più debole e la situazione palestinese sembra davvero senza uscita

il quadro internazionale poi non aiuta: la presidenza trump non è certo in grado di impostare una politica di pace – unica speranza l’europa, che da qui sembra davvero un’oasi di razionalità e democrazia in un mondo impazzito

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father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
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