lolita

con l’occasione di una discussione in un gruppo di lettura (cavallo pazzo legge) rileggo lolita, un libro molto discusso – come spesso accade a rileggere libri dopo decenni, non ritrovo gli stessi ricordi della prima lettura, almeno in parte sovrastati dalle immagini del bel film di kubrick, non troppo “fedele” al libro

nel libro viene descritta magistralmente la storia del rapporto malato tra il quarantenne humbert e la figliastra lolita, nel libro tra i 12 e i 17 anni – spaventosa l’ossessione del 40enne per le “ninfette” che confesso di non aver mai provato: per me le donne iniziano a diventare seducenti dopo i trenta anni!

nella rilettura mi stupisce la assoluta mancanza di attenzione alle sensazioni di lolita, non so quanto da attribuire allo scrittore e quanto al personaggio narrante: non ci si chiede mai cosa pensa davvero, quali sono le sue volontà e le sue sensazioni – tutto è centrato su humbert e sulla sua semi-follia, lei è davvero una donna-oggetto che monopolizza l’attenzione del protagonista, ma che è raccontata come poco più di una imbronciata bambola gonfiabile

“Sono come uno di quei ragni pallidi e gonfi che si vedono nei giardini antichi: insediati nel mezzo di una tela luccicante, danno piccoli strattoni a questo o quel filo. Mentre sto seduto come un mago scaltro sulla mia sedia, aguzzando l’orecchio, la mia ragnatela è tesa su tutta la casa. E’ in camera sua, Lo? Delicatamente tiro la mia seta. Non c’è.”

“Mi tirai su i calzoni del pigiama e spalancai la porta: in quello stesso istante arrivò Lolita col suo vestitino della festa, ansimando, il passo pesante, e fu subito tra le mie braccia, la bocca innocente che si scioglieva sotto la feroce pressione di fosche mascelle maschili, mio tesoro palpitante!”

” … nonostante l’aspetto infantile, irradiava un singolare alone sensuale che suscitava nei meccanici, nei fattorini d’albergo, nei villeggianti, nei gonzi con la macchina di lusso, negli abbronzati babbei vicino alle piscine azzurrate, degli accessi di concupiscenza che avrebbero potuto inorgoglirmi, e invece esacerbavano la mia gelosia.”

“E pensai tra me che quei tipetti facili dimenticano tutto, tutto, mentre noi, vecchi innamorati, serbiamo come un tesoro ogni centimetro della loro ninfità.”

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father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
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