la mano sinistra delle tenebre

ho sempre amato la scrittura di ursula le guin, penso che sia una delle più grandi scrittrici del secolo scorso, e non solo di fantasy o fantascienza – i suoi libri trascendono il genere e sono sempre pieni di piani di lettura profondi e affascinanti

questo romanzo narra di un pianeta – inverno – rimasto isolato, dove vivono due popoli con sistemi profondamente diversi

particolari le caratteristiche sessuali degli abitanti, che passano buona parte del ciclo mensile in uno stato neutro e ricoprono un ruolo maschile o femminile indifferentemente nei giorni “attivi”, potendo quindi restare incinti quando femmine

il pianeta viene raggiunto da un inviato dell’ecumene, una unione di tutti i pianeti conosciuti, che deve proporre a “inverno” di partecipare anch’esso all’unione – affascinante la descrizione delle enormi differenze culturali tra i mondi, differenze che vengono vissute e descritte dai diversi punti di vista

“Così, mentre io sorseggiavo la mia birra amara e fumante, pensai che l’atteggiamento di Estraven a tavola era stato femminile, tutto fascino e tatto e mancanza di vera sostanza, specioso e accorto.”

“Pochissimi Orgota sanno cucinare. Odiare Orgoreyn? No, e perché dovrei? Come si fa a odiare una nazione, o ad amarne una? È Tibe che parla di questo; io non conosco l’espediente per farlo. Io conosco la gente, conosco le città, le fattorie, le colline e i fiumi e le rocce, so come il sole al tramonto, d’autunno, discende sul fianco di un certo campo sulle colline; ma qual è il senso di dare un confine a tutto questo, di dare un nome a esso e cessare di amare là dove il nome finisce di essere applicato? Cos’è l’amore per il paese di una persona; è forse l’odio per quello che non è il paese di quella persona? Allora non è una cosa buona. È semplicemente amore di se stessi.”

“È un bene avere una fine per il viaggio che state compiendo; ma alla fine, è il viaggio che conta.”

“La luce è la mano
sinistra delle tenebre,

E le tenebre la mano
destra della luce.

Due sono uno, vita e
morte, e giacciono

insieme come amanti in
kemmer,

come mani giunte,

come la meta e la via.”

Informazioni su vaccaricarlo

father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
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