jussi adler-olsen: i casi della sezione q

ecco un’altra serie di gialli nordeuropei: questa volta l’autore è danese e le storie raccontano i casi di una sezione della polizia di copenaghen che si occupa dei “cold case” – la sezione è diretta dal commissario carl morck, un poliziotto sfuggito alla morte in un agguato misterioso, aiutato da una giovane punk schizoide con vite sconosciute e da un piccolo misterioso arabo dotato di notevole forza e inatteso acume

i casi su cui lavorano sono tutti vecchi di anni, ma hanno delle connessioni con avvenimenti in corso e lo svolgimento dell’azione ha la giusta quantità di suspense – spesso i componenti della squadra sono in pericolo o sono feriti: per fortuna manca la classica (e noiosa) invincibilità del protagonista

carl ha una moglie da cui si sta separando, un figlio quasi-adulto, alcune amanti temporanee e una di cui forse è veramente innamorato: anche qui l’eroe è una persona “normale”, non uno al quale tutte le donne cadono ai piedi – ogni libro si occupa di una particolare tematica: immigrati, sette religiose, violenza politica, violenza sessuale, truffe alla sicurezza sociale, droga, tutte crepe nel modello sociale danese, tutti mondi dove la perfetta organizzazione sociale scandinava mostra i suoi limiti

nel complesso una serie interessante, non scontata, una di quelle serie che leggo ogni tanto per svuotare il cervello e intervallare i libri seri

“Ma in effetti che cosa sappiamo dei nostri simili? Non abbiamo tutti nella vita una tragedia irreparabile, che non siamo stati capaci di riconoscere in tempo?”

“Era stata sdraiata a pensare ai libri. Lo faceva spesso, per allontanare il pensiero della vita che avrebbe potuto essere la sua, se solo avesse fatto altre scelte. Quando pensava ai libri, poteva muoversi in un altro mondo. La sola idea di sfiorare con le dita la secchezza e l’inesplicabile ruvidità della carta bastava ad accendere in lei un incendio di nostalgia. I vapori della cellulosa e dell’inchiostro di stampa. E mille volte era entrata nella biblioteca immaginaria e aveva scelto con il pensiero l’unico di tutti i libri al mondo che poteva rievocare con sicurezza, senza bisogno di inventare ancora.”

“La risata di lei gli scatenò un formicolio. Non c’era niente di più sexy di una donna che ride.”

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father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
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