purity

bel romanzo di jonathan franzen, un continuo gioco di prospettive che cambiano ad ogni capitolo, cambiando la direzione degli eventi e i punti di vista – un america con poche speranze, schiacciata dalla crisi economica, dove ognuno ha qualche peccato da scontare e nessuno è mai felice fino in fondo

le nuove tecnologie, la rete e il cloud, fanno da sfondo e ambientazione agli eventi recenti, mentre il crollo della germania est è il palcoscenico dei fatti più lontani – franzen non riesce a nascondere la sua incapacità di capire, e quindi di spiegare, i grandi cambiamenti tecnologici e spesso lo ritroviamo come uno zio brontolone a commentare negativamente questa o quella innovazione

anche i rapporti familiari sono sempre malati e nascondono insoddisfazioni e malessere, quando non violenze e perdizioni

“Quanto si era rivelato facile trasformare l’uranio presente in natura in sfere cave di plutonio, riempire le sfere di trizio e circondarle di esplosivo e deuterio, e tutto questo su una scala così ridotta che la capacità di incenerire un milione di persone poteva stare comodamente sul cassone del pick-up di Cody Flayner. Facilissimo. Di gran lunga più facile che vincere la guerra alla droga, eliminare la povertà, curare il cancro o risolvere il problema della Palestina. “

“Leila amava Tom e lo ammirava oltremisura, si sentiva fortunata di vivere una vita serena con lui, eppure, senza un figlio, la loro era una vita di cose non dette. Di coccole serali, di serie tv guardate insieme, di condivisione di ampie aree di accordo, di elusione dei pochi punti caldi dei disaccordi passati, e di deriva verso la vecchiaia.”

“… e da quel momento pisciai seduto ogni volta che Anabel poteva sentirmi (quando non mi sentiva, però, le pisciavo nel lavandino. La parte di me che si comportava cosí era quella che alla fine ci rovinò come coppia e mi salvò come individuo).”

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father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
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