la vita al tempo del coronavirus

ho fatto appena in tempo a rientrare dal viaggio in moldavia, e sono piombato nell’emergenza coronavirus: venerdì sono rientrato e da domenica a martedì sono stati emessi i decreti che hanno cambiato la nostra vita

per fortuna all’istat avevamo appena firmato un accordo sindacale per lo “smart working”, d’altra parte molti di noi, specie chi lavora in progetti di cooperazione internazionale, sono abituati da anni a lavorare in remoto senza necessità di accedere fisicamente ai nostri computer e tanto meno alla nostra scrivania – divertente notare come il virus abbia spazzato via i mille distinguo dei burosauri annidati in tutte le direzioni, secondo i quali non si poteva fare niente, né lavorare da casa, né accedere ai dati interni, né fare riunioni virtuali, né usare software speciali … oggi si può fare tutto vero??!! sarà divertente vedere come, una volta che sarà finito, proveranno a ristabilire le loro misere posizioni di potere sulla vita di tutti noi

sul “distanziamento”: oggi le decisioni prese mi sembrano inevitabili, anche se all’inizio abbiamo fatto tutti fatica ad accettarle – chiaro e condivisibile il fine di posticipare il picco, di evitare l’intasamento delle terapie intensive, inaccettabili le teorie para-naziste di chi vorrebbe lasciar fare a “mamma natura”: da quello alla selezione ariana il passo è davvero breve

restano mille dubbi in fondo al cuore: quanto durerà? quanto possiamo “reggere” economicamente con tutto chiuso? quanto tempo ci vorrà per tornare alla normalità? quale sarà la nuova normalità? chi di noi non ci sarà più?

dopo una settimana le giornate casalinghe hanno preso un ritmo loro, completamente diverso da quello precedente … mi impressiona sempre la adattabilità dell’uomo alle situazioni!

e poi mi commuovo molto più facilmente: ogni iniziativa che rompe la monotonia, gli applausi a mezzogiorno, le cantate alle 18, mi fanno piangere subito, ma è un pianto di piacere, dovuto alla coscienza della partecipazione a qualcosa di comune, qualcosa più grande di noi che ci coinvolge e ci sta cambiando tutti

e inizio a fantasticare su come sarà bello quando finirà, quanta gioia proveremo nell’essere di nuovo liberi, liberi come prima davamo per scontato … e quali feste o quali nuove esperienze vorrò provare per il solo gusto di vivere … ok, rimettiamoci a lavorare “agilmente”!

Informazioni su vaccaricarlo

father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
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