la vita al tempo del coronavirus – 3

sotto pasqua la routine si consolida: ogni giorno mattina e pomeriggio faccio 3 volte le scale fino alla terrazza condominiale (5 piani, 100 scalini x 6 = 600 x 2 = 1.200) e prendo cinque minuti di aria e sole – giro lo sguardo sui tetti di garbatella, vedo gli altri frequentatori di terrazze, controllo i pochi pedoni che passano per strada, penso alle loro vite e alla mia

nel frattempo abbiamo spostato sulla rete anche i corsi di informatica per anziani di informatici senza frontiere: avviata con qualche problema la riunione su zoom (difficile dare assistenza online senza vedere cosa succede sui loro computer o cellulari), siamo comunque riusciti a vederci in cinque e a parlare sì di computer, ma anche di quarantena, di come ne usciremo – mi sembra che a tutti serva più un contatto che una lezione!

riflettevo in questi giorni sulle conseguenze che può avere la quarantena sulle persone “fragili”: se anche per i cosiddetti “normali” questo tempo sospeso senza contatti è faticoso, immagino quanto sia difficile per le persone che hanno un equilibrio precario, che hanno qualche sofferenza – temo che tante persone soffrano questa assenza di rapporti, questa reclusione obbligata: per molti sarà difficile ricominciare la vita “normale”, uscire di nuovo da casa e vestire la maschera sociale che tutti portiamo

e poi il grande dibattito: sta meglio chi convive con qualcuno o chi deve restare da solo? opinioni diffuse a favore dell’una o dell’altra tesi – la presenza comunque di rapporti affettivi e la dipendenza dai ritmi altrui da una parte, l’assoluta indipendenza e la solitudine dall’altra … er dibbattito è aperto!

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Una risposta a la vita al tempo del coronavirus – 3

  1. Carolina ha detto:

    Ciao Carlo! Tento di dare un contributo ail grande dibattito: “Sta meglio chi convive con qualcuno o chi deve restare da solo?”. L’unica risposta “scientifica” che mi viene in questo momento è:”Dipende” . Tenderei a dire: “Per come sono io, forse da sola è più facile”. E poi, però, me la devo vedere con i momenti ad alta intensità romantica, che capitano PERFINO A ME, mandando per aria qualsiasi mio approccio razionale. Un esempio? Il plenilunio di qualche sera fa, che dal mio balcone era davvero bellissimo…Tirate fuori tutta la peggiore letteratura del vostro bagaglio di formazione e capirete come mi potevo sentire io…ma stavo da sola @@!!! #@###ZZZ!! Ma metti che ci fosse stato qualcuno, lì con me, davanti al plenilunio più romantico del secolo… e poi non fosse comunque successo niente (titolo del quadro: donna con luna piena e carciofo lesso)? Mi sa che sarebbe stato peggio. Forse. No; senz’altro. Insomma: boh!

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