il gioco

carlo d’amicis, autore di bei programmi radiofonici come fahrenheit, ha scritto questo libro che ha almeno due possibili letture: da una parte la descrizione del triangolo tra bull, sweet e cuckold, dove il cuckold offre la sua donna al supposto maschio alfa – questo piano di lettura è l’occasione per uno sguardo sui club privé, sul loro funzionamento, la loro terminologia e sui loro complessi riti

le interviste ai tre protagonisti sono invece delle piccole biografie, in cui il ruolo nel gioco del sesso diventa la scusa per raccontare tre vite dall’adolescenza alla maturità, tre vite piene di eventi speciali, ma che una volta intrecciate si fondono in una sorta di famiglia anomala che si scopre  molto simile alle famiglie “normali”

c’è nel libro il gusto di scandalizzare (ancora?) raccontando il mondo degli scambisti e delle riviste porno, ma i personaggi alla fine vengono fuori nella loro complessa normalità e danno un altro senso alla storia

“Il vizio è l’unica strada verso una vera virtù ” Sant’Agostino

“La cosa più affascinante del sesso non è il sesso, ma tutto ciò che gli ruota attorno”

“Mi disse di non riuscire a sostenere emotivamente il pensiero di una donna che, dopo aver battuto per tutto il giorno decine e decine di scontrini senza l’ombra di un sorriso, con la stessa serietà, venendo il buio, sarebbe salita sull’autobus sforzandosi di ricordare se nel suo cuore c’era ancora una ragione per andare avanti e/o nel frigo qualcosa per la cena, e accontentandosi di quanto trovato nell’uno e nell’altro, a tarda sera, si sarebbe rannicchiata davanti alla TV e subito accorta che no, non si accontentava, e che, da sola o con uno straccio di marito (secondo te ce l’ha un marito?, mi chiese Giacomo, troppo miope per distinguere fino alla cassa una eventuale fede al dito), aveva un assoluto, irrimediabile bisogno di un orgasmo.

È una cosa troppo bella, si emozionò. Troppo straziante. Questa volta fu lui ad arpionarmi il braccio e a chiamarmi Nath.”

“Il sesso è qui, ovunque, intorno a noi, continuò muovendo la testa a scatti come un cieco. Lo sento!

Sentivo anch’io che, al netto dell’enfasi, Giacomo aveva ragione.

Riprendemmo insieme a guardare la cassiera, e poi il gelataio, una coppia di clienti, la gente che passava lungo il marciapiede: tutti, indistintamente, nascevano dal sesso e al sesso, in un modo o nell’altro, tornavano ogni giorno per sentirsi ancora vivi (in realtà per non sentirsi già morti, ma era meglio non esagerare con la verità).”

 

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father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
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