il commissario yeruldelgger: un giallo mongolo

dalla penna di ian manook (pseudonimo dello scrittore franco-armeno patrick manoukian) escono libri gialli ambientati nella mongolia di oggi – il protagonista è un poliziotto che ha sofferto molti drammi personali e che lotta, insieme a un suo variegato gruppo di collaboratori, contro “cattivi” di ogni tipo

interessante l’ambientazione in questa lontana terra, uscita recentemente dall’orbita sovietica e in procinto di entrare in una discussa modernità – nei libri sono presenti molte delle tradizioni (religiose, sociali, ma anche gastronomiche) della mongolia, interessanti proprio perché così diverse dalle nostre e dagli stereotipi orientali

i libri si leggono bene e le storie scorrono rendendo subito familiari i diversi personaggi – trame classiche, con diversi casi che si intrecciano e poi si svelano parte di un unico “caso” più complesso

“Ogni mongolo portava con sé un ricordo indimenticabile di naadam: una prima sbornia, un primo bacio, un primo amore, una prima rissa, una prima ferita, una lacerazione, un’infinita solitudine nella folla…”

La forza è sempre in te, Yeruldelgger. E’ la tua anima che invece è debole. Dormirai per due giorni e due notti durante i quali dovrai riallacciare i rapporti con il tuo totem.Poi combatterai contro dieci novizi e i quattro maestri per cinque giorni e cinque notti, e solo allora tornerai a casa tua.

“I visi degli ex nomadi raschiati dai venti e dagli inverni, quelli carichi di cipria e di rimmel delle donne di oggi. Tutta quella gente complementare e insieme contrastante, che un traffico fuori controllo trasportava nella sua corrente come ciottoli sempre più consumati. Quanto tempo ci sarebbe voluto affinché tutti diventassero granelli della stessa sabbia di una stessa spiaggia sul greto di un fiume prosciugato dal dzuud nella steppa eterna?”

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