partiti con scratch!

ieri siamo partiti con la formazione dei ragazzi della iv c alla scuola elementare di piazza sauli: installata l’ultima versione di scratch su tutti i pc dell’aula informatica, abbiamo lavorato per un’oretta, iniziando a familiarizzare con il programma

i ragazzi sono stati contenti e hanno reagito benissimo: qualche problema di “gestione della classe” è stato dovuto solo al loro travolgente entusiasmo e alla voglia di comunicare a me e agli amici le loro scoperte – mi fa però riflettere il fatto che, forse ancora più che nelle materie tradizionali, resta forte il rischio di un “divide”, in questo caso tra bambini provenienti da famiglie “digitali” e non

anche la differenza tra ragazzi più svegli e ragazzi più “lenti” rischia di essere maggiormente evidenziata nel confronto con le nuove tecnologie – faremo altre lezioni e proveremo a migliorare anche nell’attenzione da dare (anche qui) agli ultimi

edit in 2015 – wikipedia

sono da anni un sostenitore e un contributore in conoscenza e in soldi di wikipedia: penso che questa immensa raccolta di conoscenza sia la più bella creazione della rete – per avere un’idea del lavoro dei milioni di contributori che aggiungono ogni giorno informazione, la wikimedia foundation ha preparato questo video con le pagine e le immagini delle voci movimentate nel 2015

ci troviamo le tragedie dell’anno, beirut e parigi, la crisi dei migranti, la guerra in siria, poi tanti eventi sportivi, i premi nobel, i morti dell’anno e tante altre immagini – bellissime le immagini prese dal progetto “wiki loves earth” e le immagini prese dalla costruzione della shangai tower

laos 2016 – qualche foto

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champa, fiore simbolo del laos, originario del sud america, in italiano frangipane o plumeria

 

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tempio di wat si muang, dove gli abitanti fanno offerte votive al “pillar” dorato, simbolo di fertilità

 

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una tomba abbracciata da un albero

 

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seminario di avvio, project meeting trimestrale del progetto

 

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il chiarissimo programma

 

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tavolo per statistici
 

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l’arco di trionfo
 

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argine del mekong in secca (la parte erbosa normalmente è coperta dall’acqua)

 

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bicchiere di syrah italiano a vientiane

 

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laobeer in camera con sfondo di piscina

 

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bandiere rosse con falce e martello: fuori tempo, fuori contesto, fuori …

 

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tramonto ruffiano con scritta “love vientiane” e riflesso sul fiume

 

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laobeer, orchidea, menu lao, avventori e luci sul mekong

 

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colazione con banana, cornetto, juice, ketchup e templi

laos 2016 – 3

settimana piena di lavoro, le scadenze sono strette e addirittura mi anticipano la presentazione del lavoro svolto al giovedì … fortuna che ero già stato nel locale statistical bureau e che insieme a me c’è g. che ha analizzato la loro situazione l’anno scorso – interessante la situazione logistica degli uffici: un po’ cadenti, sembrano quelli albanesi degli anni ’90, questionari di carta ammucchiati ovunque, bagni infrequentabili e internet ballerina

troviamo un clima incredibile: è la settimana più fredda degli ultimi cinquanta anni, per molti giorni la temperatura massima resta sotto i 15 gradi, circa 10 gradi meno della media storica – qui niente e nessuno è preparato a temperature simili: negli uffici le finestre non si chiudono, nel senso che normalmente non si chiudono MAI, e rimanere seduti nella corrente a 11-12 gradi mentre fuori piove e l’umidità è del 99% è davvero difficile

una sera di diluvio a cena andiamo alla pizzeria davanti all’albergo: una fantastica pizza napoletana “vera” con ottimi ingredienti e buoni vini – gestita da gerardo che ha portato quaggiù il gusto per la qualità del cibo italiano, una piccola testimonianza di come si possa esportare la nostra gastronomia senza compromessi anche in zone remote come il laos

laos 2016 – 2

image

intanto la rete: in albergo la rete va lentissima, è davvero quasi impossibile usarla – solite riflessioni quanto siamo dipendenti dalla rete, non solo per il lavoro, ma per mantenere attivi i nostri rapporti sociali – vientiane è un poco cambiata: più turisti, il mercatino lungo il mekong si è trasformato e invece di alcune bancarelle sparpagliate è diventata una unica sequela di bancarelle, che per la gran parte vendono abbigliamento ed accessori cinesi taroccati

molti giovani con lo zaino … ma cosa fanno qui? la città offre pochissimo da visitare, pochi monumenti e attrazioni, nulla a che vedere con thailandia o cambogia, la droga c’è ma si rischiano lunghe detenzioni in carceri disumane, i contatti “avanzati” con i locali sono proibiti dalla legge (!), il cibo è così così, i prezzi sono bassi, ma simili a tutta la ex-indocina … bah

domenica riusciamo a vedere una parte di vientiane, compreso il tempio dove c’è il simbolo fallico dorato protettore della città – camminiamo per 4 ore e mi fa male il piede che ho stupidamente sbattuto contro lo spigolo del letto (è diventato nero…)

domenica pomeriggio si inizia a lavorare, prendendo contatto con il team di progetto: la solita barzelletta “due italiani, un francese, una portoghese, due inglesi…” – tutti professionisti molto bravi che hanno davvero girato il mondo: messi insieme abbiamo visitato quasi tutte le nazioni esistenti

laos 2016 – 1

dopo un anno e mezzo ritorno in laos: abbiamo poi vinto la gara per la quale venni qui a ventiane ed ora stiamo avviando le attività – solito lungo viaggio in aereo: un splendido tramonto sulle nuvole turche, poi le montagne e i deserti asiatici sotto la luna e infine la brulicante e fumosa umanità indiana … ogni volta lo spettacolo di questa terra mi toglie il fiato

arrivati a vientiane, un poco intronati dal fuso, incontriamo i colleghi che sono stati qui due settimane e ci scambiamo informazioni sulla situazione del progetto e sulla logistica del posto (colleghi locali e di altre nazionalità, ristoranti e usanze locali) – la sera si mangia presto e si cade a letto

i nuovi bambini

indexla recensione è pronta da qualche tempo, ora mi sembra ancora più interessante, ora che sto avviando nella scuola di a. un progetto sul coding da parte dei ragazzi (e dei docenti) con scratch – facciamo sì che almeno i nostri figli superino il digital divide che appesantisce il nostro paese

finalmente un bel libro che affronta il problema dell’uso da parte dei bambini delle nuove tecnologie con competenza, serietà e parole comprensibili ai genitori – l’autore, che è anche padre di un nativo digitale, spiega come i nostri figli usano le tecnologie e come questo uso modifichi il loro modo di ragionare e di apprendere, fino a ipotizzare la nascita dell’homo sapiens digitalis

viene descritto come i nostri ragazzi sfruttino il multitasking tra diversi media e quanto sia importante la cooperazione tra loro in queste attività, purtroppo spesso oscure a genitori e professori

un capitolo è dedicato a sbugiardare con dati precisi i profeti apocalittici che si oppongono a un uso consapevole e diffuso del digitale – ogni capitolo contiene anche alcuni consigli pratici per gli immigranti digitali che vogliono capire e seguire in questo percorso i nativi

uno spazio è dedicato a descrivere il possibile uso delle tecnologie nella scuola ed è quello dove ho sentito più forte la distanza tra le potenzialità del digitale e la realtà italiana dove sia i maestri/professori che la struttura scolastica sono lontanissimi da saper gestire, e spesso capire, tali strumenti – così quel capitolo sembra purtroppo un libro dei sogni lontanissimo dalla nostra realtà

“Siamo cittadini digitali e reali insieme. Ognuno sa qualcosa, nessuno sa tutto e ciò che ogni persona sa potrebbe essere usato da parte del gruppo nel suo complesso. … I nostri figli nascono in questo mondo insieme reale e cybernetico e si stupiscono se noi non siamo in grado di guidarli. Cerchiamo di essere genitori «sufficientemente buoni» anche in questo.”

“Esistono tanti tipi di tecnofobia: quella conservatrice stile o tempora o mores; quella bibliofila, variante «lo schermo non potrà mai sostituire la carta»; quella oftalmologica secondo la quale gli schermi affaticano gli occhi, quella paranoide-anticapitalista – «le multinazionali fanno profitti e i nostri figli diventano stupidi» – quella new age/bio-corporea – «le tecnologie non permettono un corretto rapporto con il corpo e con i sensi» – e quella sessuofobica con la minaccia che in internet ci sono pedofili e pornografia.”

“Ha senso nel terzo millennio che il sistema e l’infrastruttura fisica e normativa della formazione scolastica in Italia siano per larghi tratti analoghi a quelli della seconda metà del secolo scorso? Ha senso che i nostri insegnanti e studenti, con qualche virtuosa eccezione, si affannino a insegnare e apprendere i contenuti di decine di materie senza approfondire le competenze metodologiche che permettono di dominare campi disciplinari sempre più vasti e in rapido cambiamento rispetto ai contenuti? Ha senso che la scuola consideri le tecnologie come intruse nel momento in cui tutta la società ne è fin troppo pervasa?”

“Cari genitori diffidate sia dei tecnoscettici sia dei tecnoentusiasti e soprattutto usate il buonsenso. Come potrebbe internet, che ha reso disponibile nelle case di tutti noi l’intero sapere del mondo, far diventare più stupidi i vostri figli? E’ più probabile che ciò accada se non la usano o eventualmente se la usano male.”