abbraccialo per me

8_-_Abbraccialo_per_me_-_M._CURIA___S._ROCCAtoccante film di vittorio sindoni che affronta la tematica della disabilità intellettuale – una famiglia siciliana esplode quando il figlio adolescente affronta una serie di crisi tra l’incapacità del paesino di comprendere e la rigidità delle strutture scolastiche e sanitarie

ben rappresentata la solitudine nella quale si trovano le famiglie che vivono queste patologie – ottimi gli attori, primo tra tutti “ciccio“, credibile e preciso, ma anche  stefania rocca che ben rappresenta una madre che a fatica riesce a capire l’importanza di esperienze esterne di un figlio che a 18 anni “non ha mai passato una notte fuori casa”

da vedere per pensare ai nostri fratelli che vivono queste malattie, sballottati tra una sanità medicalizzata e ottusa, una scuola sorda e burocratica e le nostre città dove è difficile vivere per sani e malati di mente – abbiamo avuto la fortuna di vederlo in una proiezione con regista e attore protagonista e di poter scambiare alla fine qualche battuta con loro: così il cinema è tutta un’altra cosa!

avvoca’, per ora grazie

copertinadef200libro composto da molti brevi racconti centrati sulla vita di un avvocato – conosco l’avvocato in questione da cinquanta anni, in comune uno scoutismo prima appassionato poi abbandonato, la scoperta della politica, sudate partite a pallone, motociclette spesso scassate, migliaia di sigarette, qualche ragazza

la vita ci ha poi separato, dieci anni fa l’ho sentito per invitarlo a una rimpatriata: originale come sempre, mi disse che non si voleva fare del male con occasioni simili – giuseppe è un pezzo di me, abbiamo vissuto insieme tante di quelle esperienze che non potrei “staccarlo” da me neanche volendo

il libro è piacevole e mi ha fatto scoprire aspetti sconosciuti di una professione spesso poco amata – molte storielle disegnano personaggi curiosi che entrano ed escono di scena con battute brucianti

giuseppe rivendica spesso con orgoglio la tradizione familiare, quella tradizione che buttammo via 40 anni fa, nella sacrosanta voglia di cambiare, troppo giovani ancora per la fine arte della selezione – mi piace ritrovare aspetti della sua vita familiare e storie di suo padre e sua madre, avvocati e di sinistra, diversi in questo da molte delle nostre famiglie borghesi

i racconti più belli sono secondo me quelli dove si aprono squarci di sogno nella realtà quotidiana e il poeta che è sempre stato giuseppe lascia volare libere le parole, a volte per comprendere in fondo l'”altro”, a volte per immaginare eventi futuri e passati che diano senso all’oggi

beirut 2016

Jpegprima volta in libano! allungo la lista delle nazioni visitate – missione per impostare un progetto di cooperazione con il locale istituto di statistica

l’italia ha in corso in libano molti progetti di cooperazione e qui risiede anche la unità che si occupa della crisi siriana – la guerra vicina ha sovraccaricato il piccolo stato libanese (gli abitanti della puglia nella superficie della basilicata) di centinaia di migliaia di profughi

affascinante la storia del libano: terra di origine dei fenici, origine dei cartaginesi di annibale, terra di mercanti, marinai e monaci cristiani, terra di moschee e Jpegdi sette, oggetto di invasioni di ogni tipo e di tutte le religioni – terra con vicini pericolosi e violenti, sempre in bilico e capace di riprendersi, terra oggi di banche, grattacieli e negozi di lusso, al fianco di povertà inimmaginabili e campi per vecchi e nuovi profughi, terra di accoglienza, sempre e comunque

IMG_20160517_184421beirut è lì, su una delle poche lingue di terra piatta sul mare, aperta e indifesa, caotica, ricostruita come una saggia bella donna che sa rinnovarsi dopo ogni sconfitta – e i libanesi assomigliano a noi italiani: pieni di storia e cultura (alle riunioni di lavoro una valanga di PhD e di citazioni colte), disincantati e oppressi da una politica incomprensibile e da ottuse burocrazie, sempre curiosi di tutto e pronti a captare il nuovo, con donne forti, volitive e affascinanti

Jpeg

l’ultimo giorno l’esperienza più forte: una visita accompagnati in un campo palestinese: 40.000 persone ammassate in una superficie minuscola alle porte di beirut – nessuno può parlare di medio oriente se non è stato in un campo palestinese

Jpeg

il campo riproduce un micro-cosmo con tutte le funzioni di un mini-stato, in una claustrofobica imitazione di uno stato con tanto di perenni frizioni tra le fazioni palestinesi – fantastico il lavoro svolto dai volontari dell’unrwa che provano ad alleviare le spaventose condizioni di vita di profughi presenti in questo campo da più di 60 anni

Jpeg

bello vedere qualche segno di speranza, come l’asilo finanziato dalla cooperazione italiana, dove oltre ai disegni dei bambini, troviamo anche gli unici alberi piantati in tutto il campo

caravaggio experience

caravaggiobellissima mostra, un’occasione di apprezzare dettagli incredibili di opere che non si possono vedere “vicine” – le migliori opere del merisi  sono proiettate sulle pareti, raccolte secondo diversi criteri: particolarmente piacevoli gli studi sulla luce, fondamentale nell’opera dell’autore

peccato che non siano inseriti in qualche modo (magari sulla carta? oppure proiettati in un angolo?) anche i nomi delle opere, che vanno dunque riconosciute a parte (io ho usato ovviamente wikipedia) – comunque affascinanti le possibilità offerte da queste mostre “virtuali”, dove le opere non ci sono, ma sono analizzate e presentate sfruttando le meraviglie delle nuove tecnologie dell’immagine

le dolenti note vanno invece all’organizzazione del “palazzo“: sembra mezzo abbandonato, una mostra che dal sito sembra attiva è in allestimento, la segnaletica è quasi introvabile, i prezzi altini, la libreria è chiusa e non si sa se/quando riapre, c’è un’aria di abbandono e il personale è in gran parte annoiato e scortese – nella stessa mostra i posti a sedere sono assolutamente insufficienti e la gente è costretta a sedersi per terra …

controllando in rete scopro che l’azienda speciale palaexpo è commissariata da innocenzo cipolletta, vecchio manager di lungo corso buono per tutte le stagioni: evidentemente troppo occupato a sedere in una dozzina di consigli di amministrazione (vedi lista, evidentemente incompleta!) per occuparsi anche del palazzo delle esposizioni, struttura chiaramente al di fuori delle sue competenze … quando smetteremo di dare incarichi a vecchi tromboni, invece che attivare le nuove energie del paese?

 

i’m not a visionary / non sono un visionario

interesting ted talk by linus torvalds: his story of linux first steps is fascinating – in the second part linus talks about the difference between people, starting from the difference between developers and commercial: here the transcript

“What I’m trying to say is we are different. I’m not a people person; it’s not something I’m particularly proud of, but it’s part of me. And one of the things I really like about open source is it really allows different people to work together. We don’t have to like each other — and sometimes we really don’t like each other. Really — I mean, there are very, very heated arguments. But you can, actually, you can find things that — you don’t even agree to disagree,  it’s just that you’re interested in really different things.”

“And coming back to the point where I said earlier that I was afraid of commercial people taking advantage of your work,it turned out, and very quickly turned out, that those commercial people were lovely, lovely people. And they did all the things that I was not at all interested in doing, and they had completely different goals. And they used open source in ways that I just did not want to go. But because it was open source they could do it, and it actually works really beautifully together.”

And I actually think it works the same way. You need to have the people-people, the communicators,the “warm and friendly people who like (Laughter) really want to hug you and get you into the community. But that’s not everybody. And that’s not me. I care about the technology. There are people who care about the UI. I can’t do UI to save my life. I mean, if I was stranded on an island and the only way to get off that island was the make a pretty UI, I’d die there.”

skitched-20120424-122922

interessante intervento di Linus Torvalds a un Ted: la sua versione dei primi passi di Linux è affascinantenella seconda parte Linus parla della differenza tra i diversi tipi di persone, a partire dalla differenza tra sviluppatori e commerciali: qui la trascrizione
“Quello che sto cercando di dire è che siamo diversi. Io non sono una persona socievole; non è qualcosa di cui sono particolarmente fiero, ma è parte di me. E una delle cose che mi piace davvero dell’open-source è che permette davvero a persone diverse di lavorare insieme. Non è necessario che ci piacciamo – e a volte non ci piacciamo proprio. Davvero, voglio dire, ci sono grosse discussioni. Ma in realtà non si tratta nemmeno di accordo o disaccordo, è solo che siamo interessati a cose molto diverse.
Tornando al punto di prima, quando ho detto che avevo paura che i commerciali approfittassero del nostro lavoro, si è scoperto molto rapidamente che quei commerciali erano proprio belle persone. E hanno fatto tutte le cose che noi non eravamo affatto interessati a fare, avevano obiettivi completamente diversi. E hanno usato l’open-source in un modo che io non condividevo. Ma, dato che era open-source, potevano farlo, e in effetti funziona davvero splendidamente insieme.
E io in realtà penso che è necessario avere la gente-gente, i comunicatori, la gente calda e accogliente che vuole veramente abbracciarti (Risate) e coinvolgerti nella comunità. Ma questo non va bene per tutti. E soprattutto non va bene per me. A me interessa la tecnologia. Ad esempio ci sono persone che hanno a cuore l’interfaccia utente. Io non sopporto le interfacce utente. Voglio dire, se fossi bloccato su un’isola e l’unico modo per lasciare l’isola fosse sviluppare una bella interfaccia utente, morirei lì!”

 

confessioni

servillofilm di andò con il solito grande servillo – storia inverosimile di un g8 presieduto dal fmi (?) che invita un cantante (bono?) una scrittrice (rowling?) e un frate (servillo)

i “cattivi” stanno per attuare un piano segreto per affondare alcuni paesi (grecia?) quando la morte (omicidio o suicidio?) dell’onnipotente direttore del fmi fa saltare tutti gli equilibri

il frate, che ha confessato il direttore prima della morte, viene sospettato di conoscere il segreto e anche solo con la sua presenza spariglia i giochi, tra l’altro mostrando ai potenti una oscura formula matematica consegnargli dal morto

cosa piace: l’occasione riflettere sui destini delle nostre economie in mano a pochi uomini potenti, alcuni attori, servillo, la musica di piovani, la vena surreale, il parlare di etica

cosa non piace: una visione semplificata e complottista del mondo, le imprecisioni sul contesto (fmi che presiede il g8?), i troppi silenzi di servillo e le frasi cattolico/zen che gli si mettono in bocca, la incerta lentezza delle scene, le troppe citazioni di altri film, le disattenzioni sceniche (perché al funerale solo i politici hanno bisogno di auricolari per la traduzione? che lingua si parla?)