la macchia umana

praltro libro di roth, centrato sulle differenze razziali e di classe negli usa – la storia di un anziano professore licenziato per “political correctness” si intreccia con quella di un vecchio scrittore deluso e disilluso e con quella di una donna che ha subito violenza dagli uomini e dalla vita

la solita scrittura brillante, molte frasi da citare, idee discutibili su attualità (clinton-lewinsky) e sulle nuove generazioni, riflessioni amare da intellettuale che scopre che la storia non è sempre un “andare avanti” e che i giovani non sempre migliorano quello che i padri gli hanno lasciato

roth si scaglia poi contro l’ipocrisia e il perbenismo della middle class, giocando con i punti di vista delle vite, svelando l’impossibilità di una descrizione “oggettiva” anche solo di una vita

“Come avrebbe potuto finire (la conclusione che la realtà aveva risolutamente escluso): ecco l’unica cosa alla quale riusciva a pensare. Sbalordito da quanto poco l’aveva dimenticata e da quanto poco lei aveva dimenticato lui, Coleman si allontanò rendendosi conto, come mai prima di allora aveva dovuto fare al di fuori delle lezioni sulla tragedia greca, della facilità con cui la vita può essere una cosa piuttosto che un’altra e della casualità con cui si crea un destino… “

“Pensava gli stessi inutili pensieri, inutili per un uomo di non grande talento come lui, se non per Sofocle: la casualità con cui si forma un destino… E come tutto può sembrare accidentale, quando è inevitabile.”

“Ciò che noi sappiamo è che, in un modo non stereotipato, nessuno sa nulla. Non puoi sapere nulla. Le cose che sai… non le sai. Intenzioni? Motivi? Conseguenze? Significati? Tutto ciò che non sappiamo è stupefacente. Ancor più stupefacente è quello che crediamo di sapere.”

“Coleman le aveva detto: – Questo non è soltanto sesso, è qualcosa di più, – e in tono reciso lei rispose: – No, non è vero. Hai semplicemente dimenticato cos’è il sesso. Questo è sesso. E basta. Non rovinarlo con la pretesa che sia un’altra cosa.”

“Il pericolo dell’odio è che, una volta cominciato a coltivarlo, hai cento volte più di quanto ti aspettassi. Una volta cominciato, non ti fermi più. Non conosco nulla di più difficile da controllare dell’odio. E’ più facile smettere di bere che smettere di odiare. Ed è tutto dire.”

settimana bianca 2017

Jpegsettimana bianca ad alba di canazei, in un albergo vicino alla nuova funivia per col de’ rossi – il gruppo oscilla come numero tra gli 11 e i 18, sciamo tutti, spesso insieme e riempiamo le piste

anche arianna ormai scia con noi, prenderà solo un paio di lezioni di rifinitura – si tuffa nelle piste nere e si lamenta perché ogni tanto deve aspettarci – a fine settimana avremo percorso quasi duecento chilometri, calcolati dal sito dolomiti superski

il tempo è brutto i primi due giorni, poi martedì una giornata stupenda (vedi foto a seceda) e il resto della settimana così così, con neve anche l’ultima notte che siamo su – con il gruppo andiamo ogni giorno a caccia di qualche bella pista da fare: cito tra le altre fodoma, saslong e gran risa – ma le sciate più belle sono quelle fatte la mattina presto, sulle piste appena battute dove disegnare le curve sulla neve vergine

bello sciare e arrivare tardi stanchi morti in albergo, bello sciare e cazzeggiare con gli amici, unire movimento fisico e panorami fantastici, risate e bombardini

sanremo 2017

gabbaniho seguito poco (come il solito) sanremo: con la mia generazione ho sempre pensato che fosse un modo di rincoglionire il popolo e farlo pensare ad altro, una specie di “panem et circenses” che per una settimana focalizza l’attenzione della ggente, sostituendosi al rincoglionimento perenne del calcio – invecchiando si diventa più laici e mi concedo di seguire ogni tanto qualche serata del festival nazionale

non ho mai amato molto la canzone italiana, esclusi ovviamente i cantautori (francesco e fabrizio su tutti) che hanno invece fatto parte della colonna sonora della nostra giovinezza – con questo stato d’animo ieri sera mi sono messo davanti alla tv, dopo aver guidato dal trentino per rientrare dalla settimana bianca

confesso che sono (una volta tanto) d’accordo con il risultato: la canzone di gabbani mi sembrava l’unica che rompesse la monotonia melodica del cuore-amore, con un ritmo “nuovo” e provando anche a trasmettere qualche idea – tra l’altro sarei felice se riuscisse a far leggere a qualcuno il bellissimo libro “la scimmia nuda” di desmond morris, uno dei saggi che preferisco in assoluto, una geniale lettura dell’homo sapiens con gli strumenti dell’etologia (leggetelo!)

i libri di camilla lackberg

cle dopo la serie del commissario kurt wallander, ho continuato con i polizieschi svedesi e, sempre consigliato da mia figlia, mi sono spazzolato la serie scritta dalla lackberg (7 libri) – devo dire che i punti in comune sono davvero molti: l’ambientazione è sempre in un paesino svedese dove le dinamiche di un piccolo commissariato di polizia costituiscono il microcosmo di riferimento

anche qui i delitti hanno spesso origini remote, anche qui troviamo la giusta dose di suspense, anche qui la giustizia trionfa sempre in un tripudio di socialdemocratica “politically correctness” dove si sconfiggono regolarmente tutti i cattivi, violenti, omofobi e nazisti vari

si sente certo la mano femminile, i personaggi sono meglio delineati, la presenza femminile è complementare e decisiva, le vicende familiari e di coppia centrali – si sente anche la differenza generazionale: lackberg è molto più giovane di hankell, nuove tematiche si affacciano e manca quella malinconia di chi sa di avere già vissuto buona parte della vita

un’altra serie che si può leggere nei periodi (a me ne capitano spesso) in cui la lettura è arma di distrazione, magari intervallando letture più impegnative

“Era d’accordo con tutte le obiezioni di Martin: non aveva niente di concreto su cui basarsi, ma sentiva che c’era qualcosa, qualcosa che lui doveva scovare e portare a galla.”

“Da un lato non aveva più avuto tempo di pensare a niente, dall’altro lui le aveva invaso l’esistenza con il suo buon odore, la testolina lanuginosa e le fossette nelle manine, e tutto il resto le era sembrato di nessuna importanza. Persino lei stessa non ne aveva più. Come Mårten, era diventata una specie di comparsa nel film su Vincent. Aveva adorato il suo nuovo ruolo, ma il vuoto che lui aveva lasciato era tanto più grande.”

“C’era qualcosa che aveva già visto che richiedeva la sua attenzione e non si sarebbe arreso finché non avesse scoperto cos’era.”

all’uomo comune davanti alla tv il 27 gennaio

Vernichtung der Juden in Polen durch die Nazis Zeugen des Massenmordes: ein Berg von Augengläsern in Oswiecim [Auschwitz]. Zentralbild

Annoiato dal Giorno della Memoria
lui che tutti i santi giorni dell’anno
mai si annoia dell’insulso déjà vu alla tv
giunta per una volta la fine di gennaio
“ancooora?” dice e cambia canale
per guardare anziché storia di orrori
horrori con l’acca, come vi aveva ben previsti
Primo Levi, voi che vivete sicuri nelle vostre
tiepide case a sera con scolpito dentro il cuore
niente

(Vivian Lamarque)

contro i leoni da tastiera

come tutti gli italiani ho seguito su diversi media le vicende dell’albergo travolto dalla valanga in abruzzo – ho provato una rabbia indescrivibile contro i mille “leoni da tastiera” che, durante i difficili soccorsi, si sono messi a pontificare su turbine, elicotteri, ritardi e modalità di soccorso 

personalmente ho avuto esperienza di supporto in diverse emergenze, dal terremoto in friuli a quello in irpinia, dall’emilia all’albania durante la guerra del kosovo – trovo che, dato un allarme lanciato via whatsapp al tramonto, il fatto che i soccorsi siano arrivati dopo meno di 12 ore sul posto abbia del miracoloso 

e il fatto che, mentre qualcuno con gli sci ai piedi nella bufera di neve risale per ore per raggiungere il posto, centinaia di pantofolai ignoranti disquisiscano di turbine mancanti, di elicotteri notturni mi manda semplicemente in bestia – tutti buoni a parlare di cose di cui nulla sanno, tutti buoni a criticare senza avere mai fatto nulla per il “prossimo”

che ognuno si chieda, prima di concionare sugli errori degli interventi (che ci sono pure, chi non fa non sbaglia), cosa ha fatto nell’ultimo anno per migliorare la vita di qualcun altro nel quartiere,  nella città o nel nostro paese

il rientro

img_20170114_190530beh, poi il finale non era davvero “finale”, arrivati a francoforte all’ora di pranzo di sabato, veniamo “accolti” da una bella fila (nella quale tutti i tedeschi mi passano davanti … non li fanno più i tedeschi di una volta!) dove impiegate thai ci consegnano quelli che dovrebbero essere i titoli di viaggio per il nostro ultimo volo – ci danno anche due buoni pasto da 15 euro per il pranzo

mi reco al check-in alitalia e, dopo mezz’ora di fila, mi dicono che quel foglio non vale perché non è stato emesso un nuovo biglietto – provo a protestare, poi mi rendo conto che è inutile: sono giovani e gentili, ma accampano motivazioni su “regole” non rispettate davanti alle quali nulla può l’utente ignaro

20170114_181623mi reco allora al desk thai, dove, dopo un’altra ora di attesa, la responsabile mi dice che quei titoli sono sempre stati validi per tutte le compagnie e per dimostrarlo mi accompagna alla lufthansa, dove in effetti, a fronte dello stesso foglio, mi consegnano i biglietti per roma senza battere ciglio – morale: alitalia ha semplicemente perso dei soldi per ignoranza delle regole e/o per qualche stupida rigidità

continuo ad essere convinto che alitalia vada CHIUSA, ormai tutto il personale è intriso di una cultura burocratica (e clientelare) dove non non conta nulla né l’utente né il profitto!

nel frattempo si sono fatte le 6, il volo alitalia è partito e uso le restanti tre ore per far riposare arianna, che, dopo più di 30 ore di viaggio con solo 4 ore di sonno, ciondola e si addormenta in ogni luogo – il volo lufthansa per fiumicino è breve e lo passiamo dormendo, e finalmente poco prima di mezzanotte “riconsegno” la bimba tra le braccia della madre

il giorno dopo partecipiamo, festeggiati da tutti, alla festa di compleanno di f. con casa piacevolmente invasa da una trentina di persone