le ultime riflessioni di tommaso la branca

labranca«In questo preciso istante, mentre scrivo e mentre leggete, una ragazza o un ragazzo sta legando un’immagine, una sensazione, una madeleine dell’estate 2016 alla voce effettata di Fabio Rovazzi, l’autore della canzone “Andiamo a comandare”. … Scorrendo il video, colpisce come il brano più ascoltato nell’estate del 2016 non abbia nulla di estivo»

«Provo davvero una pena sincera per queste generazioni che non hanno mai conosciuto quell’estate fatta di tre mesi di vacanze, una stagione così lunga che alla fine non ne potevi più. Sono le generazioni senza settembre. Settembre è un mese ucciso dalle riforme scolastiche, quelle che hanno anticipato l’inizio delle lezioni, inibendo così nei più giovani il gusto languido del declino, del crepuscolo che si trasforma in attesa di una nuova stagione».

Descrivo il mio papà

IMG_20150210_200157Ciao, oggi ho il piacere di presentarvi il mio papà. Si chiama Carlo ha 59 anni e lavora all’Istat. Non so precisamente quanto è alto, ma credo circa un metro e ottantacinque/sei cm. Di capelli ne ha pochi tutti neri e grigi, il naso ce l’ha molto grande, infatti visto che ha molta barba invece di baciarlo sulla guancia lo bacio sul nasone. Ha la bocca grande e finisce sempre il gelato per primo, si veste quasi sempre con camice e jeans. E’ simpatico, allegro, buffo e divertente, ma quando si arrabbia è meglio stare alla larga! Voglio molto bene al mio papone e giochiamo spesso insieme, non con i giochi, ma tra di noi, ed è questo che rende di lui un padre speciale!

(A, tema in terza elementare)

sexy robot, solitudine e multitasking

robotpiù di due anni fa vi avevo promesso ulteriori citazioni dal libro “insieme ma soli”, che avevo recensito qui – recupero in ritardo e commento alcune citazioni che avevo sottolineato

“Mentre alcuni esperti di robotica sognano di riprodurre artificialmente l’amore, altri si accontentano del sesso. A febbraio 2010 ho cercato in Google l’espressione sex robots trovando 331.000 risultati, il primo dei quali collegato a un articolo intitolato Inventor Unveils $7,000 Talking Sex Robot (“Inventore svela robot sessuale parlante da 7000 dollari”). Roxxxy, ho saputo, «potrebbe essere il più sofisticato robot sessuale parlante al mondo». Le truppe d’assalto del momento robotico, vestite in lingerie, si starebbero avvicinando più di quanto molti di noi abbiano mai immaginato; e, grazie all’effetto ELIZA, non perché siano pronti i robot, ma perché lo siamo noi.” (la stessa ricerca “sex robots” su google dà oggi più di 14 milioni di risultati … ci stiamo avvicinando?)

“Per dirla con le parole di Yolanda, se il vostro animale è un robot può restare sempre un bel cucciolo. Per estensione, se il vostro amante fosse un robot, sareste sempre al centro del suo universo. Un robot sarebbe non solo meglio di niente, o meglio di qualcosa, ma meglio di tutto.” (nel libro si racconta molto dei rapporti tra bambini (e anziani) e i loro robot e di quanto a volte i robot siano vissuti come possibili sostituti migliori delle persone reali)

“Quando parliamo ai robot condividiamo pensieri con macchine che non possono offrire una simile resistenza. Le nostre storie restano letteralmente inascoltate. Se c’è un significato è perché la persona in presenza del robot si è ascoltata parlare ad alta voce.” (ecco la psicoanalista che viene fuori!)

“Oggi vogliamo avere delle soddisfazioni non solo nella vita reale, ma nel nostro miscuglio esistenziale. Siamo passati dal multi-tasking al multi-lifing. La nozione di miscuglio esistenziale sarebbe impossibile senza la comunicazione mobile. Fino a poco tempo fa bisognava sedersi davanti a un computer per entrare nello spazio virtuale; questo significava che il passaggio attraverso lo specchio era deliberato e subordinato al tempo che potevamo passare davanti al computer. Oggi è il dispositivo mobile a fornire lo specchio, e si entra nel virtuale con fluidità e mentre si è in movimento.” (Alice e i nostri cellulari …)

“L’essere umano è bravo a creare dei riti per segnare i confini tra il mondo del lavoro e quello della famiglia, del gioco e del relax. Ci sono giorni speciali (la domenica), pasti speciali (la cena in famiglia), vestiti speciali (una volta a casa ci si disfa della divisa da lavoro, che sia il completo grigio o la tuta blu) e luoghi speciali (la sala da pranzo, il salotto, la cucina e la camera da letto). Oggi le demarcazioni sfumano via via che la tecnologia ci accompagna dappertutto, sempre. Siamo troppo veloci a decantare la presenza continua di una tecnologia che non ha rispetto dei tradizionali e utili confini tracciati sulla sabbia.” (e ci troviamo sempre connessi, senza più momenti speciali e senza più confini)

Try Not! DO or DO NOT!

Yoda

l’insegnamento del maestro yoda mi sta nella testa da settimane, ora l’ho messo anche come sfondo sul pc

ci deve essere un motivo e vorrei trovarlo: forse l’insofferenza per le situazioni dove pochi “fanno” e troppi “provano”, forse qualcosa legato al mio rientro in istat (sta andando tutto bene), forse anche qualcosa di più profondo

genesi

2011-settembre-musicaNel romanzo The Once and Future King, di T.H. White, un tasso racconta una parabola sull’origine degli animali. Dio, dice, creò tutti gli animali come embrioni e chiamò ciascuno davanti al suo trono, e gli offrì di aggiungere alla sua anatomia tutto ciò che desiderava. Tutti optarono per caratteristiche adulte specializzate: il leone per artigli e denti acuminati, il cervo per le corna e gli zoccoli. L’embrione umano avanzò per ultimo e disse: «Col Vostro permesso, Signore, penso che mi avete fatto nella forma che ho ora per le ragioni che Voi conoscete meglio e che sarebbe insolente cambiare. Se ho da scegliere, voglio stare come sono. Non altererò nessuna delle parti che mi avete dato… Rimarrò per tutta la vita un embrione indifeso e farò del mio meglio per farmi qualche fragile attrezzo con il legno, il ferro e l’altro materiale che Voi avete ritenuto opportuno di pormi davanti». «Benfatto» esclamò il Creatore con un tono di gioia. «Qui, voi tutti embrioni, venite qui con i vostri becchi e le vostre bazzecole a vedere il Nostro primo Uomo. È l’unico che ha indovinato il nostro enigma… Quanto a te, Uomo… sembrerai un embrione fino a quando ti seppelliranno, ma tutti gli altri saranno embrioni davanti al tuo potere. Eternamente sottosviluppato, rimarrai sempre in potenza nella Nostra immagine, capace di vedere qualcuna delle Nostre pene e di provare qualcuna delle Nostre gioie. Siamo in parte spiacenti per te, Uomo, ma in parte pieni di speranza. Va’, allora, e fa’ del tuo meglio.»

(a proposito di neotenia, citato in Intelligenza e pregiudizio di Stephen Jay Gould)

che c’è di nuovo?

4261945What’s new?” is an interesting and broadening eternal question, but one which, if pursued exclusively, results only in an endless parade of trivia and fashion, the silt of tomorrow. I would like, instead, to be concerned with the question “What is best?“, a question which cuts deeply rather than broadly, a question whose answers tend to move the silt downstream.”

“L’eterno ‘Che c’è di nuovo?‘ allarga gli orizzonti, ma se diventa l’unica domanda rischia di produrre solo i detriti che causeranno l’ostruzione di domani. Mi piacerebbe, invece, interessarmi alla domanda ‘Che c’è di meglio?’, che scava in profondità invece che in ampiezza.””

 

(R. Pirsig)

la rinuncia alle regine – kierkegaard e buber

SKC-1confesso una infatuazione giovanile per soren kierkegaard: lo lessi verso i quindici anni e mi piacque il suo rigore, il suo ascetismo, la sua ricerca così adolescenziale dell’assoluto – abbandonai in seguito la passione distratto da altre più laiche letture e da altre “regine”

il fatto mi è venuto in mente leggendo il passo che vi riporto, sempre da un libro di martin buber – concordo pienamente con buber: se un dio esiste, è un dio che si offende con chi rinuncia alle regine (e ai re!) che ha creato per la nostra felicità

“Per giungere all’amore ho dovuto allontanare l’oggetto”, dice Kierkegaard a proposito della sua rinuncia a Regina Olsen. Ciò significa fraintendere Dio nel modo più sublime. La creazione non è un inciampo sulla via che conduce a Dio, è questa via stessa. Noi siamo stati creati insieme e per vivere insieme. Le creature sono state poste sul mio cammino perché io, creatura come loro, attraverso e insieme a loro trovi Dio. Un Dio che si raggiungesse escludendo le sue creature non sarebbe il Dio di tutti gli esseri, in cui ogni essere trova il proprio compimento. Un Dio in cui s’incontrino solo le strade parallele del singolo a Dio è il  “Dio dei filosofi” scambiato per “il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe”. Dio vuole che giungiamo a lui attraverso le Regine che ha creato, e non attraverso la rinuncia a loro.