Le più belle poesie

Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da argenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.
Ma nella Terra Promessa
dove germinano i pomi d’oro
e l’albero della conoscenza
Dio non è mai disceso né ti ha mai maledetto.
Ma tu sì, maledici
ora per ora il tuo canto
perché sei sceso nel limbo,
dove aspiri l’assenzio
di una sopravvivenza negata.


(Da La Terra Santa di Alda Merini, oggi giornata mondiale della Poesia )

per papà Carlo da papera

Il bene che ti voglio
le emozioni che provo quando mi sei vicino
sono come un mucchio di alghe
impossibile da contare

Tra queste alghe, quella che risalta
che attrae lo sguardo
è un cuore rosso come l’amore
come il sangue che tu usi per soddisfarmi sempre *

TI VOGLIO TANTO BENE PAPA’

ma sopratutto GRAZIE!

* poi corretto in “come la fatica che tu fai per soddisfarmi sempre”

ultimo giro

Ultimo giro alla Chiesa di Costantino Lips,gwyneth_lewis
che aveva sette absidi e tre navate,
davvero inusuale. Come la mappa del corpo

sbilanciata sul cervello: sesso deforme,
collo sottile, membra trascurabili,
punte delle dita a spatola, codice tangibile

di come è la vita. Nel parco di Piazza
Taksim: “Madame, mica sono un cannibale,
voglio solo inviarle un kilim

della mia provincia natia”. E come una stupida io
l’ho lasciato fare. Non ci sono lettere mute
in turco, ed era così affabile…

I miei giri, noterete, non contengono errori,
per perdersi è necessaria una guida.

Gwyneth Lewis – L’albero dei passeri (Elliot, 2016)

contro la seduzione

Non vi fate sedurre:bertolt_brecht
non esiste ritorno.
Il giorno sta alle porte,
già è qui vento di notte,
altro mattino non verrà.

Non vi lasciate illudere
che è poco, la vita.
Bevetela a gran sorsi,
non vi sarà bastata
quando dovrete perderla.

Non vi date conforto:
vi resta poco tempo.
Chi è disfatto, marcisca.
La vita è la più grande:
nulla sarà più vostro.

Non vi fate sedurre
da schiavitù e da piaghe.
Che cosa vi può ancora spaventare?
Morite con tutte le bestie
e non c’è niente, dopo.

(di bertolt brecht, in poesie e canzoni)

la figlia di Atena e Ulisse

athena-and-odysseus-153423057“Sai papà?! Ho trovato il mio ruolo nell’Iliade e nell’Odissea … io ero figlia di Atena e Ulisse e questo spiega perché Atena difende sempre Ulisse. Ero nata e poi ero cresciuta ad Itaca, insieme al mio fratellastro Telemaco. Quando papà è dovuto partire per la guerra di Troia io ho insistito tanto per andare con lui, ho insistito, ho insistito … sai come faccio, no? e allora lui ha detto di sì, però ha voluto che combattessi dalle navi, al riparo, perché non voleva farmi correre rischi. Io dalle navi lanciavo frecce contro i Troiani.

Poi, quando la guerra è finita, siamo ripartiti da Troia con due navi, e mentre la sua è stata dispersa dalla tempesta mandata dagli Dei che avevano perso la guerra, la mia è arrivata senza problemi a casa, ad Itaca. Così Penelope ha potuto sapere da me che la guerra era finita e che suo marito era sopravvissuto alla guerra. Allora lo abbiamo aspettato insieme, anche io avevo uno dei Proci che voleva sposarmi, ma abbiamo resistito finché papà non è tornato.”

“Sai papà, poi ho anche trovato per me un ruolo nei libri di Harry Potter!! …”

(chiacchierata con A. andando a piedi in piscina)

leonard cohen … rip

wp-1478852670830.jpegun altro grande musicista ci ha lasciato: leonard cohen ci ha accompagnato per tutta la vita con le sue canzoni struggenti e profonde – negli ultimi anni ho iniziato ad apprezzare le sue poesie, fantastiche frasi che poi metteva in musica

un amica mi disse un giorno che senza le poesie di lc che abbiamo dedicato alle donne “la metà di noi sarebbe ancora vergine” … vero, era come si dice “ti piace vincere facile”

poesie comunque da brividi … ripubblico qui una che mi incantò

I almost went to bed
without remembering
the four white violets
I put in the button-hole
of your green sweater

and how i kissed you then
and you kissed me
shy as though I’d
never been your lover

Sono andato a letto
senza quasi ricordare
le quattro violette bianche
che ho infilato nell’asola
del tuo maglione verde

e come allora ti ho baciato
e tu hai baciato me
timido come se comunque
non fossimo mai stati amanti

scanto

scanto
scanto grandedsc_0038
e mascelle serrate
narici aperte per assecondare il respiro
strette le chiappe per darsi un contegno
molli le gambe nel sobbollimento
di terra e mare
e gli occhi aggrottati
nel boato
finita
è finita la vita
ma riprende a fiatare
disserra la bocca
si tocca la testa
con due dita si carezza le guance e trema
non sa cosa c’è dietro la porta
di lì è passata la morte

(il terremoto del 1908 nella poesia di jolanda insana, recentemente comparsa)