new york 2017 – statistical commission

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viaggio alitalia, come sempre stretto di gambe … riesco a dormire comunque, ma mi sa che al ritorno mi compro un posto di quelli comodi!

sempre emozionante lavorare con 500 persone di 200 diverse nazioni, 200 colori, governi, bandiere, simboli sacri, vestiti diversi – quest’anno poi la sessione plenaria si tiene per la prima volta nella sala dell’Assemblea Generale: che emozione stare nella sala che ha visto parlare e scontrarsi grandi della storia, papi, dittatori, presidenti!

il fatto di stare da quattro anni una settimana a marzo qui a nyc dà un’aria di consuetudine, di familiarità alle attività quotidiane: la metro da casa di laura alla 42nd, la camminata ad attraversare manhattan dalla 8th alla 1st, lo stesso palazzo dell’onu con le sue stanze di riunione, i suoi bar pieni di gente, i delegati multicolori – bello, mi piace e mi ritengo fortunato a poterlo vivere

ankara 2017

ancora (ankora?) ad ankara per tenere un corso di formazione sulla progettazione dei data warehouse, si lavora al locale ministero delle finanze – l’arrivo ad istanbul è funestato da una fila di un’ora ai passaporti, dove si impara che non solo.gli italiani si intrufolano nelle file (rischiamo una rissa in venti lingue!)
stranamente ancora non si è risolto il problema dell’ora ufficiale: questa estate, al rientro dall’ ora legale, il governo ha deciso di lasciare l’ora così, spostandosi di fatto da gmt+2 a gmt+3 – secondo alcuni lo spostamento è un messaggio politico, in questo modo la turchia si “avvicina” alla russia e adotta quello chiamato “standard arabic time”, allontanandosi dall’europa

insomma la politica internazionale fatta con le lancette – lo strano è che i sistemi automatici non seguono la regola, per cui cellulari e computer (e anche molti siti) continuano a dare l’ora “vecchia”, creando il caos tra tutti i viaggiatori che arrivano in turchia

perché succede? semplice incuria? la decisione è ancora considerata temporanea? oppure si tratta di una resistenza politica all’islamizzazione? 

settimana bianca 2017

Jpegsettimana bianca ad alba di canazei, in un albergo vicino alla nuova funivia per col de’ rossi – il gruppo oscilla come numero tra gli 11 e i 18, sciamo tutti, spesso insieme e riempiamo le piste

anche arianna ormai scia con noi, prenderà solo un paio di lezioni di rifinitura – si tuffa nelle piste nere e si lamenta perché ogni tanto deve aspettarci – a fine settimana avremo percorso quasi duecento chilometri, calcolati dal sito dolomiti superski

il tempo è brutto i primi due giorni, poi martedì una giornata stupenda (vedi foto a seceda) e il resto della settimana così così, con neve anche l’ultima notte che siamo su – con il gruppo andiamo ogni giorno a caccia di qualche bella pista da fare: cito tra le altre fodoma, saslong e gran risa – ma le sciate più belle sono quelle fatte la mattina presto, sulle piste appena battute dove disegnare le curve sulla neve vergine

bello sciare e arrivare tardi stanchi morti in albergo, bello sciare e cazzeggiare con gli amici, unire movimento fisico e panorami fantastici, risate e bombardini

sanremo 2017

gabbaniho seguito poco (come il solito) sanremo: con la mia generazione ho sempre pensato che fosse un modo di rincoglionire il popolo e farlo pensare ad altro, una specie di “panem et circenses” che per una settimana focalizza l’attenzione della ggente, sostituendosi al rincoglionimento perenne del calcio – invecchiando si diventa più laici e mi concedo di seguire ogni tanto qualche serata del festival nazionale

non ho mai amato molto la canzone italiana, esclusi ovviamente i cantautori (francesco e fabrizio su tutti) che hanno invece fatto parte della colonna sonora della nostra giovinezza – con questo stato d’animo ieri sera mi sono messo davanti alla tv, dopo aver guidato dal trentino per rientrare dalla settimana bianca

confesso che sono (una volta tanto) d’accordo con il risultato: la canzone di gabbani mi sembrava l’unica che rompesse la monotonia melodica del cuore-amore, con un ritmo “nuovo” e provando anche a trasmettere qualche idea – tra l’altro sarei felice se riuscisse a far leggere a qualcuno il bellissimo libro “la scimmia nuda” di desmond morris, uno dei saggi che preferisco in assoluto, una geniale lettura dell’homo sapiens con gli strumenti dell’etologia (leggetelo!)

all’uomo comune davanti alla tv il 27 gennaio

Vernichtung der Juden in Polen durch die Nazis Zeugen des Massenmordes: ein Berg von Augengläsern in Oswiecim [Auschwitz]. Zentralbild

Annoiato dal Giorno della Memoria
lui che tutti i santi giorni dell’anno
mai si annoia dell’insulso déjà vu alla tv
giunta per una volta la fine di gennaio
“ancooora?” dice e cambia canale
per guardare anziché storia di orrori
horrori con l’acca, come vi aveva ben previsti
Primo Levi, voi che vivete sicuri nelle vostre
tiepide case a sera con scolpito dentro il cuore
niente

(Vivian Lamarque)

contro i leoni da tastiera

come tutti gli italiani ho seguito su diversi media le vicende dell’albergo travolto dalla valanga in abruzzo – ho provato una rabbia indescrivibile contro i mille “leoni da tastiera” che, durante i difficili soccorsi, si sono messi a pontificare su turbine, elicotteri, ritardi e modalità di soccorso 

personalmente ho avuto esperienza di supporto in diverse emergenze, dal terremoto in friuli a quello in irpinia, dall’emilia all’albania durante la guerra del kosovo – trovo che, dato un allarme lanciato via whatsapp al tramonto, il fatto che i soccorsi siano arrivati dopo meno di 12 ore sul posto abbia del miracoloso 

e il fatto che, mentre qualcuno con gli sci ai piedi nella bufera di neve risale per ore per raggiungere il posto, centinaia di pantofolai ignoranti disquisiscano di turbine mancanti, di elicotteri notturni mi manda semplicemente in bestia – tutti buoni a parlare di cose di cui nulla sanno, tutti buoni a criticare senza avere mai fatto nulla per il “prossimo”

che ognuno si chieda, prima di concionare sugli errori degli interventi (che ci sono pure, chi non fa non sbaglia), cosa ha fatto nell’ultimo anno per migliorare la vita di qualcun altro nel quartiere,  nella città o nel nostro paese

matrimonio in laos: foto

La vestizione

La sala della cerimonia

Lui e lei

I fili che legano i destini e portano fortuna

I fili, tagliati lunghi una trentina di cm, vengono legati ai polsi degli sposi, insieme a banconote regalo

Arianna con gli sposi

Arianna sperimenta i chopstick (notate i fili al polso)

Dopo la cerimonia si va a mangiare in questo grande cortile, ci sono oltre 30°

Comitato accoglienza, maschi a sinistra, femmine a destra

Al tavolo con gli sposi (notate le BeerLao: spariranno tutte)

Arianna seconda mise

Ballo di gruppo laotiano: balleremo tutti, ma non ci sono prove fotografiche

Arianna superstar

Dopo: relax in barca sul fiume