acqua che passa – victor cavallo

victor cavallo ppPace è acqua che passa Allah è grande e a Maronn
c’accumpagna
sole che sorgi libero e giocondo tra le lacrime
d’amore i tram fermi
le rotaie nere come vene disperate le nuvole
d’improvviso come un’osteria chiusa
un’ariaccia che rende tristi gli angeli un’ariaccia
che sussurra una parola nera
che confusione tra me i morti distinguo solo
perché io potrei prendere
il pullman per viterbo e loro l’anno già preso già
magneno all’aperto
fettuccine all’amatriciana fatte come dio comanda
già dormono già sognano senza storia
era il giugno del 1963 e io scendevo con una
maglietta gialla
lungo il viale della Garbatella
questa passeggiatella che mi taglia il cuore
non ha bisogno di chiamarsi storia
solo che quel viale non finisce più
e io sono un pezzetto d’ombra dentro un seno
il peso di una foglia dentro un dormitorio
d’immondizia
gli adulti sono ragazzi morti e chist’è o paese d’o sole
è acqua che passa è acqua che passa

(Anche quest’anno, Garbatella ha salutato suo figlio Victor con una passeggiata accompagnata dalla stradabanda sul “Sentiero Victor Cavallo” – organizzazione APE Roma)