new york 2017 – e poi

e poi laura mi ha portato a conoscere strand, la più grande libreria di new york, piena di gente, di libri di ogni tipo, di non-libri (magliette, calzini, magneti, spille, cartoline, …), con inservienti tutti giovani e gentili, un vecchio pavimento in legno e pile di libri usati a 1-2 dollari

e poi sono andato, come ogni anno a b&h a scoprire cosa c’è di nuovo nell’informatica “di consumo” e nella fotografia, a scoprire nuovi prodotti a prezzi bassissimi ammirati dai nerd locali e ad ascoltare affascinato un ebreo ortodosso di 70 anni spiegarmi perché quel filtro polarizzato costa il triplo dell’altro ma conviene proprio

e poi abbiamo fatto chiacchiere intime come non mai con mia sorella, raccontandoci segreti, contenti e stupiti di trovare un rapporto fraterno dopo i sessanta – e abbiamo fatto la solita cena italiana con i suoi amici, spiegando ancora una volta i trucchi della vera carbonara

e sono ancora rimasto a bocca aperta davanti a questa città, capitale del mondo, che si offre bellissima agli occhi di tutti, città del potere e dei turisti, crocevia di scambi e razze, prodotti e sogni, luci, insegne e barboni

new york 2015 – 4

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anche oggi una grande nevicata ha salutato il mio ultimo giorno a nyc: ha iniziato stanotte e ha continuato fino al pomeriggio – la città sotto la neve è bella e impacciata
ieri sera lunga camminata da 58 a 28 e ritorno) per cenare in un ristorante libanese con un gruppo di romani e di expat: buoni i piatti arabi, sciatto il servizio
stamattina, dopo una conference call a letto in pigiama, ho rimesso a posto la “mia” stanza: piacevolissima l’ospitalità di s. con cui ci siamo trovati come avessimo sempre vissuto insieme – la sua ordinata ed essenziale casa di maschio mi ha ricordato gli anni da solo dopo la separazione
alla commissione oggi ultimi contatti (somalia e uneca) e pranzo con l’ambasciatore al ristorante “bello”, dopo le pizze e le insalate dei pranzi passati… all’anno prossimo!
ultima nota per il jfk: si conferma l’aeroporto con il personale più antipatico del mondo e i suoi servizi sono forse addirittura peggiori di quelli di fiumicino! e ora si rientra

new york 2014 – 6

e la mattina mi commuovo come uno scemo quando il simpaticissimo sudafricano chiede nella discussione finale di alzare la testa e guardare più lontano, rompendo la asettica efficienza del tavolo europeo di presidenza – il confronto tra persone di tutto il mondo e di tutte le culture è come sempre uno dei motivi fondanti dell’onu e uno dei principali motivi per fare con passione il nostro lavoro

al break riusciamo finalmente a parlare con i vietnamiti “giusti” e a spiegargli le modalità di attivazione di eventuali azioni di cooperazione – poi la chiusura della commissione con la lunga discussione delle decisioni finali

imageci si saluta con tutti e vado da solo a grand central prendere il bus per il jfk, che si dimostra anche stavolta uno dei pochi aeroporti al mondo a competere in disorganizzazione con fiumicino – segnaletica incomprensibile, file chilometriche ai controlli, poliziotti nervosi e cafoni, caos ai gate

viaggio standard alitalia con steward simpatici e sedili lillipuziani e si rientra – fiumicino comunque non si smentisce: arriviamo in anticipo con l’aereo e poi aspettiamo UN’ORA per i bagagli … quando capiremo che questo è il primo biglietto da visita per moltissimi stranieri

(nella foto la postazione del guatemala che mi ha spesso ospitato in commissione)

new york 2014 – 5

ho deciso che preferisco fare colazione nel palazzo di vetro: c’è più scelta e la mattina presto la luce sul fiume è bellissima – altra mattinata di commission, si inizia con un side – event di abu dhabi che racconta come terrà la conferenza di statistica ufficiale del 2016

piani ambiziosi, hanno soldi e visione, gli manca proprio quello che abbiamo noi: esperienza e professionalità consolidate – a maggio saranno a roma per progettare azioni congiunte

nella plenaria interessante discussione sui big data: partecipano tantissimi paesi, il tema della mia tesi di phd è proprio di moda – molti contatti, tra cui il mio omologo cinese, simpatico da approfondire – segue un piacevole pranzo a quattro nel ristorante dei delegatiimage

pomeriggio libero: alle 4 usciamo e mi dirigo a piedi verso b&h,  negozio delle meraviglie informatiche e fotografiche: prezzi imbattibili, una scelta incredibile e un supporto mai visto – i venditori (quasi tutti ebrei tradizionalisti) ti spiegano tutto, esplorano con te le alternative che ti fanno vedere e provare!

esco con tanti pacchetti, non tutti previsti, e con meno dollari – lunga passeggiata per rientrare in albergo, alla sera la mia app contapassi (moves) segnerà più di 12.000
insalata e birra con mg in un ristorante messicano e a letto presto

new york 2014 – 4

stamattina ho fatto colazione da solo in un localino sulla seconda, poi una passeggiata … ogni volta che vengo a nyc mi sembra di essere IN un film: troppi ne abbiamo visti ambientati qui e ogni angolo richiama immagini già viste

arrivo presto e mi sorbisco un evento sulle statistiche del lavoro, poi inizia la riunione plenaria – dato che nella sala della commissione i posti sono tutti assegnati, mi metto al posto dell’adviser del guatemala, assente

incontri della giornata: undesa argentina vietnam svezia – il lavoro qui si intreccia con quello a roma, con lo sfasamento del fuso ad aggiungere variabilitàimage

alla fine della sessione vado a prendere lm al lavoro e andiamo a vedere la sua nuova casa: uno strappo in taxi e una lunga corsa in metro per arrivare alla 190esima in cima a manhattan – la casa sta nel punto più alto dell’isola,  lassù c’è ancora tanta neve per strada, mentre downtown non ce n’è più traccia

mi presenta la casa, sistemo la nuova stampante e andiamo a cena a chiacchierare in un locale simpatico con tavolini minuscoli – mentre mi fa da cicerone per strada incontriamo una puzzola che ricicla qualcosa nella spazzatura

quando usciamo fa di nuovo freddo, l’accompagno a casa e riprendo una metro piena di umanità varia fino alla 42 – a quel punto non posso evitare un salto a times square, neon e turisti, e poi riattraverso l’isola fino all’albergo
(nella foto l’east river dal giardino dell’onu)

new york 2014 – 3

inizia ufficialmente la 45esima statistical commission: la mattina arrivo presto e all’ora giusta la sala è piena e non c’è posto a sedere – ne approfitto per lavorare ai pc che sono a disposizione fuori dalle aule riunione

in mattinata incontri con etiopia (progetto di civic registration) e albania – pranzo di lavoro nella affollata cafeteria con i presidenti istat e instat dove discutiamo di possibili progetti comuni e organizziamo una loro visita a roma

imagepomeriggio ancora sessioni e incontri (capo verde, bosnia, svezia e unsd): ci si incontra continuamente anche se la logistica non aiuta e si è obbligati a farlo nei ritagli di tempi e spazi dedicati ad altro – alle 18 finiscono i lavori e andiamo tutti al cocktail: buffet multietnico e bevande di ogni tipo, vini cileni e spumanti inglesi (?)

nella rissa mille capannelli chiacchierano di tutto, aiutati dall’alcol – quando usciamo nel gelo della sera gli altri vanno al ristorante, io rientro in albergo a recuperare sonno: mi sono svegliato alle 4 e alle 10 di sera già dormo
(nella foto il bar un sacco alternativo del mio albergo)

new york 2014 – 2

la mattina una colazione alternativa con tè e cornetto nel bar coloratissimo dell’albergo, poi con mg ci dirigiamo alla rappresentanza permanente italiana: 49esimo piano sulla seconda davanti all’east river, una vista favolosa per una fetta di italia con tanto di carabiniere e di caffè “vero” offerto per iniziare la giornata

ottenuto il badge con foto per entrare nel “palazzo” entro nel conference building e mi incontro con sf che ora lavora in una agenzia onu e che fino a un anno fa occupava il mio ruolo – lungo caffè con chiacchiere lavorative e personali ad aggiornarsi sugli ultimi sviluppi, poi una pausa per smaltire la posta, una rapida insalata come pranzo e mi tuffo nel primo workshop: una session sugli open data dove ci si scambiano esperienze e si progettano futuri

imageriesco poi ad incontrare in sequenza due degli obiettivi della settimana, unfpa e paris21: ipotesi di collaborazioni e scambio di punti di vista – nella sessione principale ritrovo tutti gli italiani e poco dopo in un capannello parallelo mi presentano il “mio” presidente, con cui si chiacchiera di politiche siderali e di piccole rotture amministrative

parliamo poi con la presidente dell’istituto etiope ed incontro meryem, la turca esperta di dissemination con cui ho lavorato a baghdad – nel frattempo organizzo il vertice italo-albanese del giorno dopo

alla fine dei lavori rientrando in albergo faccio un salto in grand central station per ascoltare il cuore di nyc … quanti film girati qui! – dopo le 8 appuntamento gelato per strada con sf e in taxi andiamo downtown in un ristorante vietnamita

ottimi gli involtini mangiati alla vietnamita con una foglia di lattuga e una di menta, mentre il sapore notevole  del pollo con le verdure mi riporta alle settimane passate in cina – le chiacchiere si fanno più personali, si scambiano passati vissuti e nuove esperienze

rientriamo poi a piedi per una ventina di blocks tra freddo polare e tombini che fumano