in giro per ramallah

ieri sera finalmente ho il tempo di scappare: mi salvo la mappa sul cellulare e vado “in centro” – cammino per strade e marciapiedi rovinati, anche davanti ai negozi di lusso la proprietà pubblica è sporca e rovinata

mano a mano che mi avvicino al centro aumentano i negozi, fino a diventare un’unica sequenza di negozi, una sorta di mercato per strada – si trova di tutto: dal vecchio barbiere ai nuovissimi cellulari, pesce surgelato e scarpe, giocattoli e zainetti (qui oggi riaprono le scuole), vestiti da morigerata donna musulmana e minigonne, molta frutta secca e street food vario

mi confondo nella folla e giro senza meta: in questi giorni 3-4 volte mi hanno scambiato per palestinese, evidentemente mi mimetizzo bene, mentre i pochi pochissimi stranieri presenti saltano all’occhio anche a me – ennesima riflessione sul velo: qui sono velate più dell’80% delle donne, ragazze incluse, molte con trucchi vezzosi, alcune con scarpe “fetish”, dopo qualche ora in giro una cascata di capelli femminili colpisce come una boccata di ossigeno e mi fa venire in mente le caviglie per i nostri nonni

resto convinto che il velo sia uno strumento di oppressione sessista, un modo di negare alle donne la libertà di farsi vedere e (perché no?) desiderare, libertà ovviamente concessa ai maschietti – forse anche per questo spesso le donne velate già prima dei trenta anni ingrassano, quasi offese dall’impossibilità di mostrarsi, quasi a rendersi brutte apposta, unica possibilità di ribellione consentita

ieri sera ceno in un ristorante all’ottavo piano, una vista bellissima sul tramonto – il ristorante è gestito da giovani (ma qua sono TUTTI giovani) e ha un menù interessante, con piatti locali e internazionali e anche qualche aggiunta creativa

dopo cena scendo gli otto piani a piedi e quello che trovo sulle scale mi conferma che l’igiene è una convenzione molto variabile a seconda dei luoghi – rientrando in albergo sbaglio una strada e faccio un bel giro lungo

oggi niente da segnalare: dalle 8 alle 15 pcbs, poi rientro in albergo e lavoro alla presentazione di domani – alla fine sono così stanco che non mi va di uscire e mangio in albergo

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father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
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